09 febbraio 2010

Il tuo vecchio cellulare è ancora una risorsa.

Riceviamo da Terra Nuova Centro per il Volontariato questa importante iniziativa, per maggiori informazioni www.terranuova.org.

La Redazione ACU

 

Cari tutti, abbiamo il piacere di informarvi che da dicembre Terra Nuova ha lanciato la Campagna di raccolta fondi: 
"Il tuo vecchio cellulare è ancora una risorsa".
Terra Nuova, da sempre attenta alla realizzazione di progetti di cooperazione internazionale rispettosi dell’ambiente nel quale viviamo, promuove la raccolta di cellulari usati per raccogliere fondi a sostegno dei propri progetti. 
Per ogni cellulare raccolto, anche non funzionante, la società Redeem * (che si occupa del riutilizzo, riciclo, commercializzazione e/o smaltimento dei telefoni cellulari usati) ci devolve infatti un contributo.
La Campagna ha diversi obiettivi oltre quello di raccogliere fondi da destinare ai nostri progetti: incoraggiare comportamenti e modelli di consumo attenti e responsabili, agevolare lo smaltimento corretto dei rifiuti e fare di un rifiuto una nuova risorsa,favorire il riuso della telefonia mobile e la sua fruibilità a costo contenuto per vasti settori di consumatori. 

I fondi raccolti quest'anno andranno a sostenere la Campagna "Amazzonia è vita" per progetti in Perù finalizzati:

  • ad assicurare il diritto alla salute delle comunità locali attraverso la formazione di infermieri indigeni, favorendo il recupero dei saperi terapeutici tradizionali;
  • al ripristino degli equilibriecologici messi a rischio dallo sfruttamento indiscriminato: 
    - riforestando gli argini dei fiumi per proteggerli dalla erosione;
    - sviluppando la piscicoltura sostenibile per l’alimentazione delle comunità locali e il ripopolamento dei corsi d’acqua;
    - reintroducendo specie vegetali utili all’ambiente e alle comunità negli spazi dove sono state eliminate.

Partecipare è semplice! 


Basta donare il proprio cellulare** in uno dei centri di raccolta sparsi in tutta Italia o rendersi disponibile a farsi carico di un nuovo punto di  raccolta***.
Per conoscere i dettagli visitate il nostro sito o contattateci!

Contatti:
Responsabile Raccolta Fondi
Giorgia Leva  
Tel:392.7788043 fax:06.80662557
Mail: giorgialeva@raccoltafondi.com
www.terranuova.org

*Redeem (certificazioni ISO 9001:2000 e ISO 14001:2004)

**Tutti i telefoni che non potranno essere riparati e commercializzati verranno sottoposti a smaltimento tramite procedimenti a norma di legge che recuperano le materie prime dal telefono nel pieno rispetto delle normative ambientali e lavorative.
***La società scozzese Redeem si impegnerà a ritirare a proprie spese i raccoglitori direttamente nelle sedi che hanno aderito alla Campagna.

Anna Monterubbianesi
Ufficio Stampa
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Terra Nuova Centro per il Volontariato
Via Gran Bretagna, 18
00196 Roma - Italia
tel. 06. 80.70.847
fax 06. 80.66.25.57
monterubbianesi@terranuova.org
www.terranuova.org

08 febbraio 2010

Bayer, via il veleno da quei pesticidi

4 Febbraio 2010, Terranauta

La Bayer, colosso farmaceutico tedesco dalla storia controversa, continua a produrre pesticidi contenenti agenti tossici di Classe 1, i più pericolosi secondo la classificazione OMS. La Coalizione contro i pericoli della Bayer si mobilita e chiede il ritiro immediato dal mercato dei prodotti più pericolosi.

di Andrea Degl'Innocenti

La Coalizione contro i pericoli della Bayer (CBG) si mobilita per chiedere alla multinazionale di ritirare i pesticidi più pericolosi dal mercato mondiale. La Bayer, colosso farmaceutico tedesco, ha da molti anni in commercio pesticidi che nuocciono gravemente alla salute dell'uomo. All'interno di alcuni di essi sono presenti composti chimici di Classe 1, la categoria più pericolosa secondo la classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Ma i misfatti della casa tedesca non risalgono certo al periodo recente. La storia della Bayer è costellata di episodi poco chiari, a partire da quando, nel 1897, a pochi anni dalla sua fondazione, commercializzò l'eroina – sintetizzata da un chimico tedesco dipendente dell'azienda – come sedativo per la tosse, dando vita ad una delle più drammatiche catene di dipendenza della storia.

Se in questo primo caso l'azienda si è sempre dichiarata inconsapevole dei rischi collegati alla scoperta, mezzo secolo più tardi le sue colpe sono ben più accertate. In piena seconda guerra mondiale fu infatti coinvolta nella produzione dello Zyclon B, il pesticida usato nelle camere a gas naziste, che si dice testasse direttamente sugli ebrei.

Passiamo alla storia più recente. Nel 2001 il libro dei due giornalisti austriaci Klaus Werner e Hans Weiss ha accusato la casa tedesca – o più precisamente la sua sussidiaria H.C. Stark che si occupa della raffinazione dei metalli – di aver finanziato la guerra civile congolese per poter acquistare a basso costo il prezioso Tantalio, usato nell'elettronica.

Sempre nello stesso anno, ad agosto, il ministro della sanità tedesco ha accusato la Bayer di aver tenuto nascosto un dossier sugli effetti nocivi del Lipobay, un farmaco contro il colesterolo molto diffuso che causava lesioni gravi al fegato e fu responsabile di 50 morti accertate nel mondo – si sospetta che siano state molte di più quelle effettive.

Da quando poi, nel 2003, la società è stata riorganizzata in una holding e le varie attività hanno preso la forma di tante società diverse, ciascuna controllata dalla Bayer AG, i “misfatti”, o presunti tali, si sono anch'essi moltiplicati. Brilla – si fa per dire – in questo classifica la Bayer Cropscience, società che si occupa di produrre erbicidi, pesticidi e – seguendo la strategia Monsanto – organismi geneticamente modificati.

Nel corso della sua breve storia Bayer Cropscience ha tentato di introdurre più volte sementa geneticamente modificate in Europa ed Africa inoltrando decine di richieste e causando innumerevoli danni: nel 2006 diffuse illegalmente i semi di colza Ogm in Germania; poco dopo fu colpevole della contaminazione di un'intera partita di riso statunitense – è stata per tal motivo multata e costretta a pagare 2 milioni di euro giusto qualche mese fa; nel 2008, in seguito a pressioni asfissianti riuscì ad ottenere il via libera dall'Unione Europea alla commercializzazione di soia e cotone transgenici.

I suoi pesticidi – in particolare il Gaucho – sono stati più volte accusati dagli apicoltori di essere la causa principale, se non unica, delle morie di api sempre più frequenti nelle zone di campagna.

Infine, tornando a noi, Bayer Cropscience è responsabile della produzione dei pesticidi di Classe uno, che secondo stime dell'OMS avvelenano dai 3 ai 25 milioni di persone ogni anno e ne uccidono 40 mila, soprattutto nel sud del mondo. In queste zone, il clima tropicale e le strutture non adeguate alla conservazione trasformano i pesticidi in dei veri e propri killer, che penetrano nel terreno ed inquinano le falde acquifere.

Già nel '95, messa alle strette, la Bayer promise all'interno del suo rapporto annuale di "sostituire i prodotti in Classe 1 dell'OMS, con altri a minore tossicità". Ciò è avvenuto solo in parte: sotto la forte pressione dell'opinione pubblica, la compagnia ha infatti ritirato dal mercato prodotti come il metil e l'etil-parathion, il monocrotophos, l'oxydemeton-metile, l'azinphos-metile, l'amitraz and trichlorphon, tutti appartenenti alla famigerata Classe 1, e sei mesi fa, a seguito di una campagna mondiale, si è impegnata a sospendere entro il 2010 la distribuzione dell'Endosulfan, un pesticida dagli effetti gravissimi.

Ma sono molti altri i prodotti che mancano all'appello. La CBG chiede dunque che vengano ritirati dal mercato anche il Thiodicarb, il Disulfoton, il Triazophos, il Fenamiphos e il Methamidophos. Si chiede poi un bando immediato per l'erbicida Glufosinato, forse il più pericoloso attualmente in commercio, e la sospensione di tutte le approvazioni a coltivazioni ad esso resistenti.

Ma per convincere la casa tedesca a retrocedere ci sarà bisogno, di nuovo, di una mobilitazione massiccia ed una forte condivisione del problema da parte dell'opinione pubblica. Ormai un veleno è tale non più se uccide, ma se uccide e tutti lo sanno.

http://www.terranauta.it/a1785/pianeta_gaia/bayer_via_il_veleno_da_quei_pesticidi.html

Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer

www.cbgnetwork.org (anche in italiano)
CBGnetwork@aol.com

Una buona idea!

Pensiamo sia importante che la seguente informazione venga diffusa il più possibile.

La redazione ACU

Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto spesso, in occasione di  incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile, ma gli operatori non sanno chi contattare tra la lista interminabile dei numeri salvati nella rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (In Case of Emergency). E' sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona che operatori delle ambulanze, polizia, pompieri o primi soccorritori potrebbero contattare.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare la definizione ICE1, ICE2, ICE3, etc....
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.
E' una buona idea ed è anche promossa dalle autorità preposte al soccorso.

Fate circolare la notizia in modo che questo comportamento diventi un'abitudine diffusa.
Protezione Civile Roma

03 febbraio 2010

Fuga di gas da una cisterna. Treni bloccati a Verona Porta Nuova.

Riceviamo dal giornale "Ancora In Marcia!", e diffondiamo, una preoccupante notizia che pare non aver trovato spazio sui mezzi di informazione.

La Redazione ACU

ancora

IN MARCIA !

GIORNALE DI CULTURA, TECNICA E INFORMAZIONE POLITICO SINDACALE, DAL 1908
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UN NUOVO E PREOCCUPANTE SEGNALE DI RISCHIO
I CARRI CHE TRASPORTANO MERCI PERICOLOSE DEBBONO
SUBIRE TRATTAMENTI, MANUTENZIONI E CONTROLLI RIGOROSI
OGNI AVARIA O DIFETTO PUO' PRODURRE CONSEGUENZE DISASTROSE


PAURA SUI BINARI. Il vagone immatricolato in Francia era diretto in Friuli. Ritardi fino a un'ora sulla Milano-Venezia
L'allarme alle 6.15, alle 7 evacuata la stazione fino alle 8 L'operazione di «travaso» è terminata nel pomeriggio

Cisterna gas

http://www.larena.it/stories/Cronaca/124523__fuga_di_gas_da_una_cisterna_treni_bloccati_a_porta_nuova/

I vigili del fuoco durante l'operazione di messa in sicurezza della cisterna di proprietà della Società Vtg che perdeva gpl alla stazione di Porta Nuova

Una perdita consistente di gas propano da una cisterna in sosta allo scalo merci, ha fatto scattare l'allarme alla stazione di Porta Nuova, ieri mattina, prima delle 7.

La terza ferro-cisterna, immatricolata in Francia e noleggiata dalla società Vtg, di un convoglio di 16 blocchi provenienti da Martigues in Francia e diretti in Friuli, gocciolava gpl (gas propano liquido) e dal tubo si riversava sul terreno. Una miccia potenzialmente molto distruttiva che fortunatamente è stata spenta e messa in sicurezza prima di qualsiasi complicanza e pericoli concreti.
L'allarme è stato lanciato dal responsabile dello scalo merci e la richiesta di intervento è arrivata nella caserma dei vigili del fuoco alle 6.15. Poco dopo, i pompieri sono arrivati sul posto. Effettuato un primo sopralluogo, in accordo con le Ferrovie dello Stato, è stata decisa l'evacuazione della stazione e il blocco del traffico ferroviario per oltre un'ora.
Alle sette, i passeggeri sono stati fatti allontanare dai binari, mentre non è stato necessario evacuare la parte interna della stazione, la biglietteria, i negozi e il piazzale dei pullman, che si trovavano ad una distanza considerata sicura rispetto allo scalo merci e alla cisterna guasta.
I convogli in partenza fermi ai binari sono invece stati fatti defluire e in pochi minuti il piano binari era deserto. Come primo intervento, i vigili del fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza la zona di fuoriuscita del gas propano liquido. Sono state avvolte alcune lenzuola bagnate sul tubo che esce dalla cisterna. Il tessuto dei teli, non tanto per le temperature ma a causa dell'assorbimento del gas e quindi per reazione chimica, si è ghiacciato bloccando di fatto la fuoriuscita del contenuto, altamente infiammabile.
Dopo questa prima fase d'intervento, conclusasi intorno alle 8, è stato possibile ripristinare il traffico ferroviario, almeno per i passeggeri. «Non è stato soppresso alcun treno, ma si sono verificati inevitabilmente alcuni ritardi», spiegano dalle Ferrovie.
Una ventina circa, infatti, i convogli bloccati dall'emergenza e i ritardi, dai 15 minuti ad un'ora circa, si sono accumulati su tutte le tratte: dalla Milano-Venezia, alla Bologna-Brennero, Mantova.  Ma se l'emergenza per i passeggeri è rientrata in poco più di un'ora, le operazioni dei vigili del fuoco sono durate per molte ore, fino al tardo pomeriggio. Bloccata la fuoriuscita, la cisterna è stata staccata dagli altri convogli, spostata su un binario più lontano ed isolata. Intorno alle dieci, ai tre mezzi dei vigili del fuoco veronesi, due autobotti e un carro, si sono aggiunti i tre carri specializzati del nucleo Nbcr (Nucleare biologico chimico radioattivo), provenienti da Mestre.
E alle operazioni di svuotamento della cisterna sono stati impegnati anche otto pompieri specializzati nel trattamento di sostanze pericolose del nucleo Nbcr, arrivati anch'essi in forze alla decina di vigili del fuoco spiegati allo scalo merci dalle prime ore della mattina. Le Ferrovie hanno procurato un'altra ferro-cisterna vuota e, verso le 12, sono iniziate le delicate operazioni di svuotamento della cisterna guasta, durate oltre quattro ore.
02/02/2010
Ilaria Noro

02 febbraio 2010

Dichiarazione europea sull’alimentazione Per una Politica Agricola e Alimentare Comune sana, sostenibile, giusta e solidale

Inviataci dal Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, pubblichiamo la Dichiarazione europea sull'alimentazione che ACU sottoscrive interamente. Invitiamo i nostri lettori a riflettere sul futuro delle politiche agricole ed alimentari in Europa alla luce anche di quanto indicato nel documento frutto di un'ampia discussione tra agricoltori, consumatori, ambientalisti e altre organizzazioni impegnate sui temi della salute e dello sviluppo.

La Redazione ACU

 

Noi, sottoscritti, dichiariamo che l’Unione Europea deve rispondere alle sfide urgenti che l’Europa sta affrontando in materia di agricoltura e di alimentazione.

Dopo più di mezzo secolo di industrializzazione della produzione agricola ed alimentare, l’agricoltura a conduzione familiare è stata fortemente ridotta e i circuiti alimentari locali hanno regredito in tutta Europa. Oggi, il nostro sistema alimentare è dipendente da carburanti fossili a prezzo sostenuto, non tiene conto che l’acqua e la terra sono risorse limitate e sostiene regimi alimentari dannosi per la salute, ricchi di calorie, grassi e sale e poveri di frutta, ortaggi e cereali. In futuro, il prezzo crescente dell’energia, la perdita drastica della biodiversità, il cambiamento climatico e la diminuzione delle terre e dell’acqua disponibili costituiscono una sfida per la produzione alimentare. Allo stesso tempo, una popolazione mondiale in espansione deve affrontare la contraddizione di un contemporaneo aumento della fame e delle malattie croniche causate dalla sovralimentazione.

Noi riusciremo a rispondere positivamente a queste sfide solo con un approccio completamente diverso nei confronti delle politiche agricole e alimentari. L’Unione Europea deve riconoscere e sostenere il ruolo cruciale dell’agricoltura contadina per l’approvvigionamento alimentare della popolazione. Tutti devono aver accesso a un’alimentazione sana, sicura e nutriente. I modi con cui coltiviamo, distribuiamo, prepariamo e mangiamo cibo dovrebbero rendere onore alla diversità culturale dell’Europa fornendo un’alimentazione equa e sostenibile.

La Politica Agricola Comune (PAC) attuale è in discussione in vista della sua riforma prevista per il 2013. Dopo decenni di dominazione delle imprese transnazionali e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) sulle scelte di politica agricola ed alimentare, è arrivato il momento per la popolazione europea di riappropriarsi della propria politica agricola ed alimentare: è l’ora della sovranità alimentare. Noi crediamo che una nuova Politica Agricola e Alimentare Comune debba garantire e proteggere uno spazio di cittadinanza nell’UE e nei paesi candidati e la possibilità e il diritto di definire i propri modelli di produzione, di distribuzione e di consumo, partendo dai seguenti principi.

La nuova Politica Alimentare e Agricola Comune :

1. deve considerare il cibo come un diritto umano universale e non come una semplice merce.

2. deve avere come priorità quella di una produzione di alimenti e mangimi destinata all’Europa e prevedere il commercio internazionale dei prodotti agricoli nel rispetto dei principi di equità, giustizia sociale e sostenibilità ambientale. La PAC non deve danneggiare i sistemi agricoli ed alimentari dei paesi terzi.

3. deve promuovere modelli alimentari sani indirizzandosi verso diete basate sui vegetali e su un minor consumo di carne, di grassi saturi, di alimenti ricchi in energia e altamente trasformati, rispettando i modelli alimentari culturali e le tradizioni regionali.

4. deve dare priorità al mantenimento di un’agricoltura che coinvolga un alto numero di contadini su tutto il territorio europeo, nel soddisfacimento della duplice funzione di produzione di cibo e di salvaguardia dell’ambiente rurale. Ciò non è realizzabile senza prezzi agricoli giusti e certi, che devono permettere un reddito adeguato per contadini(e) o salariati(e) agricoli e prezzi giusti per i consumatori.

5. deve assicurare condizioni giuste e non discriminatorie ai contadini(e) e ai lavoratori agricoli dell’Europa Centrale ed Orientale e sostenere un accesso giusto ed equo alla terra.

6. deve rispettare l’ambiente globale e locale, proteggere le risorse limitate del suolo e dell’acqua, fomentare la biodiversità, rispettare il benessere animale.

7. deve garantire che l’agricoltura e la produzione animale restino liberi da OGM, incoraggiare l’uso delle sementi contadine e promuovere la diversità delle specie domestiche che costituiscono il patrimonio culturale locale.

8. deve cessare di favorire l’utilizzo e la produzione di agro-carburanti industriali e dare la priorità alla riduzione del trasporto in generale.

9. deve assicurare la trasparenza lungo tutta la filiera alimentare, in modo che i cittadini sappiano come viene prodotto il cibo, da dove proviene, cosa contiene e cosa è incluso nel prezzo finale di acquisto.

10. deve ridurre la concentrazione del potere nei settori della produzione primaria, della trasformazione e della distribuzione alimentare e l’influenza esercitata dai gruppi dominanti su ciò che viene prodotto e consumato, oltre a promuovere sistemi alimentari che accorcino la distanza fra produttori e consumatori.

11. deve incoraggiare la produzione e il consumo di prodotti locali, di stagione, di alta qualità, rimettendo in connessione i cittadini con la loro alimentazione e con i produttori di cibo.

12. deve destinare risorse per insegnare ai giovani le pratiche e le conoscenze necessarie a produrre, preparare e apprezzare un’alimentazione sana e nutriente.

25 gennaio 2010

No al nucleare, sì alla ricerca sulla fusione a freddo!

Carissimi,
sono Salvatore Cicero di Montemarciano, responsabile del settore Energia e Gas dell'ACU Marche, Vi scrivo perché in questo momento ci stanno prendendo per i fondelli.
Con la scusa che siamo esageratamente energivori e che dobbiamo far ridecollare l'economia del paese ecco 6 belle centrali nucleari da costruire sul territorio Italiano in barba al referendum in cui Noi Italiani abbiamo detto NO al NUCLEARE e, in barba anche, alla Costituzione Italiana.
Questa CARTA, la nostra Costituzione, parafrasando una scena di un famoso film di pirati ( e anche qui trattiamo appunto di pirati!), non è una legge, non è la carta fondante la nostra Repubblica ma, piuttosto una traccia che si può e non si può seguire!!!!
Orbene l'articolo di Thomas L. Friedman (apparso su la Repubblica il 17 marzo 2009) riguarda la produzione di energia tramite fusione fredda che, benché "scoperta" più di un decennio fa, non se ne è saputo più niente se non in ambienti di addetti ai lavori. Potrebbe essere il modo per produrre energia in maniera meno impattante e sicuramente senza scorie radioattive.
Perché dobbiamo ascoltare le falsità della Marcegaglia e dell'ENEL su una tecnologia ormai vecchia e dannosa soprattutto per le scorie che, a tutt'oggi, non sappiamo come e dove stoccare?
Visto che oggi se ne discuterà in Senato per l'approvazione e l'individuazione univoca dei siti e, visto che si vuole, in barba al Titolo V della Costituzione Italiana, "scavalcare" le Regioni ed esautorarle del diritto di veto di questo abominio; credo che dovremmo ampliare i punti della Nostra costruendo la manifestazione del 20 febbraio prossimo venturo a difesa, oltreché del territorio, anche della Nostra Vita.
By Salva

20 gennaio 2010

22 gennaio 2010

Non esiste ad oggi alcuna norma specifica di primo soccorso per la tutela della salute dei viaggiatori quando sono sul treno.

ACU si associa alle segnalazioni e alle richieste dei Rappresentanti  dei Lavoratori per la Sicurezza.

La Redazione ACU

 

FS: SUI TRENI PRONTO SOCCORSO INADEGUATO, RLS SCRIVONO AL MINISTRO FAZIO

"Sui treni italiani, per migliaia di viaggiatori, solo cerotti e disinfettanti"

Roma, 19 gennaio 2010
Le poche regole vigenti sono espressamente previste per i lavoratori e risultano essere del tutto inadeguate alla realtà quotidiana dei convogli che vedono la presenza anche di centinaia di persone". E´ quanto denunciano in una lettera al ministro della salute Ferruccio Fazio, ai sindacati ed alle associazioni dei consumatori, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) dei ferrovieri, in merito al decreto, in corso di approvazione, sul pronto soccorso in ambito ferroviario proposto dai ministeri delle Infrastrutture e del Welfare ma non da quello alla Salute. "Chiediamo al ministro Fazio - proseguono gli RLS - di intervenire tempestivamente nell´iter di approvazione in corso per arricchire il provvedimento dei contenuti, delle competenze sanitarie e delle sensibilità proprie dell´Istituzione preposta alla tutela della salute dei cittadini che Lei rappresenta. Riteniamo del tutto inadeguata - specificano i ferrovieri - la dotazione di pronto soccorso attualmente prevista sui treni e consistente solamente in un "pacchetto di medicazione" con cerotti e disinfettanti. Riteniamo necessario, invece, dotare ciascun treno di moderne attrezzature, quali defibrillatori, una cassetta di pronto soccorso potenziata con farmaci salva-vita, ecc". Infine l´altro grande limite del decreto viene individuato dagli Rls dei ferrovieri nella formazione del personale dei treni al primo soccorso, "ridotta rispetto alla formazione standard obbligatoria in tutte le normali imprese. E´ paradossale che proprio in presenza di una situazione in cui la distanza dai centri abitati e le difficoltà di intervento dei mezzi stradali è causa oggettiva di ritardo nell´intervento del Sevizio Sanitario Nazionale, i ferrovieri in servizio sui treni non siano "formati"  come addetti al primo soccorso mediante i corsi di 16 ore previsti per le tutte le imprese ma sottoposti ad un "corso ridotto" di sole 6 ore".

*** *** ***

IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA INVIATA IL 19 GENNAIO 2010

Al Ministro della Salute
On. Ferruccio FAZIO
SEDE

E,p.c.  Alle Segreterie Nazionali di
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt- Uil, Ugl-Af, Fast, Orsa, Cub-Trasporti, SdL.

Alle Associazioni dei consumatori,
Adiconsum, Adusbef, Codacons, Altroconsumo,Unione Nazionale Consumatori

Oggetto: decreto su “primo soccorso” sanitario in ambito ferroviario.

Onorevole Ministro,

come certamente saprà è in corso di approvazione il decreto di attuazione del D.Lgs. 81/08 in materia di primo soccorso in ambito ferroviario. Domani sarà discusso in sede tecnica per il parere preliminare presso la Conferenza Stato-Regioni.

La bozza è stata predisposta dai soli ministeri, del Welfare e delle Infrastrutture e Trasporti, pur trattando un tema di Sua stretta competenza come quello della tutela della salute.

   Come Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) abbiamo rilevato consistenti limiti nel contenuto della bozza di decreto, poiché non tiene conto della particolari difficoltà che si incontrano nel prestare soccorso ai viaggiatori (e agli stessi lavoratori) durante la marcia, in relazione alle distanze e alle difficoltà di essere raggiunti dal servizio di emergenza pubblico su linee o stazioni isolate. Limiti che si possono sommariamente sintetizzare nei seguenti punti:

1) non esiste ad oggi alcuna norma specifica di primo soccorso per la tutela della salute dei viaggiatori quando sono sui treni. Le poche regole vigenti sono espressamente previste per i lavoratori e risultano essere del tutto inadeguate alla realtà quotidiana dei convogli che vedono la presenza anche di centinaia di persone. Chiediamo, attraverso un Suo autorevole intervento di merito, che sia sanata questa grave lacuna.

2) L’attuale stesura del decreto (norma sulla sicurezza del lavoro) prevede l’obbligo  per le imprese ferroviarie di dotare i treni esclusivamente di un “pacchetto di medicazione”, cioè solo disinfettante e cerotti, ignorando completamente le esigenze di prevenzione e primo intervento nei confronti dei viaggiatori. Riteniamo necessario, a tal proposito, dotare ciascun treno di moderne attrezzature, quali defibrillatori, una cassetta di pronto soccorso potenziata con farmaci salva-vita, a disposizione di eventuali medici presenti, ecc.

3) L’altra grave lacuna, a nostro avviso, riguarda la formazione del personale dei treni al primo soccorso, ridotta rispetto alla formazione standard obbligatoria in tutte le normali imprese. E’ paradossale che proprio in presenza di una situazione in cui la distanza dai centri abitati e le difficoltà di intervento dei mezzi stradali è causa oggettiva di ritardo nell’
intervento del Sevizio Sanitario Nazionale, i ferrovieri in servizio sui treni non siano “formati” come addetti al primo soccorso mediante i corsi di 16 ore previsti per le tutte le imprese ma sottoposti ad un “corso ridotto” di 6 ore.
Chiediamo sia resa obbligatoria una formazione particolareggiata adeguata alle circostanze e comunque non inferiore a quella già prevista per la aziende del gruppo “A”.

Nello schema di decreto in discussione, che ha già ricevuto il parere contrario delle Regioni, risulta carente l’aspetto della prevenzione sanitaria mentre risalta invece una volontà, in questo caso non condivisibile, di semplificazione degli oneri per le compagnie ferroviarie, proprio in tema di salvaguardia della salute.

Per quanto sopra detto, ritenendo che la materia sia di stretta competenza del Suo ministero (del pronto soccorso nell’industria non si occupa il ministero dell’industria), Le chiediamo di intervenire tempestivamente nell’
iter di approvazione in corso per arricchire il provvedimento dei contenuti, delle competenze e delle sensibilità proprie dell’Istituzione preposta alla tutela della salute dei cittadini.

Le chiediamo, infine di essere consultati per mettere a disposizione le nostre conoscenze dirette in materia.

Cordiali Saluti     
i Rappresentanti  dei Lavoratori per la Sicurezza

Roma, 19 gennaio 2010

21 gennaio 2010

Lo Stato dimentica l'amianto killer.

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa ricevuto dall'Avv. Bonanni.

La Redazione ACU 

A tutti i Lavoratori

A tutte le Associazioni

e p.c. On.le Sesa Amici

e p.c. On.le Domenico Scilipoti

e p.c. Preg.mo Senatore Felice Casson

In migliaia, in tutta Italia, hanno perso la vita o si sono ammalati gravemente, a causa dell’amianto di cui si è fatto indiscriminato uso nei luoghi di lavoro e nel territorio e che per la sua attuale presenza costituisce una grave ipoteca anche sulla salute delle future generazioni.

Il giorno 18/01/2010, davanti alla Camera dei Deputati, si sono dati appuntamento uomini e donne, molte delle quali hanno perso il marito o i figli, che hanno assistito fino alla morte tra atroci sofferenze.

Toccanti le loro testimonianze, le loro lacrime, che hanno svegliato le coscienze, per assumere consapevolezza comune della tragedia indotta dall’uso dei cancerogeni tra i quali l’amianto.

C’era una massiccia presenza di lavoratori pontini, molti dei quali malati di mesotelioma ed asbestosi, in rappresentanza di quasi tutti gli stabilimenti di quel territorio.

Sono intervenuti, anche, il Sindaco di Bassiano Costantino Cacciotti, il Sindaco di Aprilia Domenico D’Alessio.

Sempre da Aprilia anche Bruno Dimarcantonio, Presidente del Consiglio Comunale.

La delegazione pontina ha visto la presenza anche di Domenico Guidi, Consigliere Provinciale e figura politica di primo piano.

Era presente anche la Parlamentare pontina On.le Sesa Amici, da sempre molto vicina ai più deboli, ed attenta alle loro esigenze.

Presente l’On.le Domenico Scilipoti, Parlamentare siciliano dell’Italia dei valori, commovente per la battaglia parlamentare che ha iniziato per sconfessare l’idea del profitto che è fatto prevalere sulla salute umana.

Si preannunciano nuove iniziative politico/istituzionali, con una mozione dell’On.le Amici e dell’On.le Scilipoti.

I Lavoratori, le Associazioni presenti hanno deciso di confermare per i giorni 26 e 27 febbraio 2010 la Conferenza Regionale del Lazio, che si terrà nel territorio pontino (tra Latina, Aprilia e Bassiano), e per il 5 marzo nuove clamorose iniziative delle vedove dell’amianto che hanno deciso di riprendere lo sciopero della fame, che continueranno alla Piazza del Quirinale in Roma.

La manifestazione è proseguita nella sala refettorio di Palazzo San Macuto, sede della camera dei deputati, dove è stato presentato il libroLo Stato Dimentica l’Amianto Killer”, dell’ Avv. Ezio Bonanni.

Anche qui le Associazioni delle Vittime ed i Lavoratori presenti, Avani, Contramianto, Amianto e Geotermia, Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, Osservatorio nazionale Amianto ed altre, hanno dibattuto, confermando quanto era stato già detto durante l’incontro precedente.

Tutti concordi nell’affermare il principio del rischio Zero nei luoghi di lavoro, con l’obbligo di totale rimozione di tutti i cancerogeni.

Roma, 19 gennaio 2010

Avv. Ezio Bonanni

Patrocinante in Cassazione e presso le Magistrature Superiori

e-mail: avvbonanni@libero.it sito web: www.eziobonanni.it

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