lunedì 5 marzo 2012

Porte killer. Il frecciargento Roma-Brescia perde una porta in corsa

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Fonte: Ancora IN MARCIA!

Solo tre giorni fa l'Ansf, Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, denunciava la scarsa manutenzione dei treni Etr.

Etr_485_32Puntuale, il problema delle 'porte killer' si conferma in tutta la sua drammatica attualità come una delle lacune della sicurezza ferroviaria. Stavolta è accaduto all'Etr 485/36 del treno Eurostar, frecciargento 9482, partito questa sera intorno alle 18 e 30 da Roma e diretto a Brescia. Durante il viaggio, tra Roma e Firenze, in prossimità di Arezzo, una porta del treno si sarebbe aperta in velocità dalla penultima vettura di prima classe. Dalle prime frammentarie notizie, ancora da confermare, sembrerebbe che si sia addirittura staccata e volata via. Questo tipo di incidente, non è nuovo per i treni frecciargento, e se confermato avrebbe messo a rischi la sicurezza dei treni e delle persone. Sull'incidente indaga la Procura di Montepulciano.

La circolazione sulla linea è stata interrotta per le necessarie verifiche e il traffico tra Roma e Firenze deviato sulla linea lenta. I viaggiatori diretti a Brescia hanno proseguito il viaggio, con oltre due ore di ritardo, su un altro treno fatto giungere appositamente. Anche questa volta, fortunatamente, non ci sono state conseguenze per le persone ma negli ultimi anni le porte killer sono state la maggiore causa di infortuni tra i viaggiatori, con numerosi morti, molti mutilati e centinaia di feriti meno gravi. Quello di oggi è un incidente che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che Trenitalia deve ancora lavorare molto sulla sicurezza (magari risparmiando sulle pubblicità ed i lustrini). Ma anche che l'ANSF deve imporre misure più severe per la manutenzione delle porte dei treni, il ministero dei trasporti deve intervenire su questo grave fenomeno e che la magistratura deve iniziare ad individuare le eventuali responsabilità.
27 febbraio 2012 -

martedì 28 febbraio 2012

Michele Nitti ex agente wagons-lits, precario, scrive ai giornali e all'ACU

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Mario Monti ha salvato l’Italia dal default. 
Mauro  Moretti ha sanato Trenitalia dal fallimento.
Entrambi vedono prospettive più ottimistiche per il Paese.

Il primo incoronato uomo politico dell’anno dall’Europa, l’altro premiato per la terza volta Presidente delle ferrovie europee.    Sono fiero di essere italiano ed orgoglioso di averli come presidenti.

Ma cosa avranno mai in comune questi grandi manager?

Un bel popolo di fiduciosi ed ottimisti. Quasi tutti noi  da bambini abbiamo sognato di guidare un treno o di essere stati  dei capostazione con il cappello rosso e la vecchia paletta e pressappoco tutti abbiamo creduto che gli sforzi ed i sacrifici dei nostri genitori sarebbero bastati a farci vivere in un’Italia più semplice,  più evoluta e meno precaria. 

Oggi  ormai adulto,  vedo che  nel nostro bel Paese non è diminuito il tasso di disoccupazione, ma è  aumentato il numero delle  tasse da pagare.  Le Ferrovie hanno aumentato il costo dei biglietti e dimezzato  i treni circolanti, soprattutto i notturni, a causa degli aerei low cost e dell’alta velocità.  Ripetono  gli operai della Wagons -Lits che tagliare i treni notturni è un'offesa alla coesione del Paese  e al diritto di spostamento garantito dalla Costituzione.

I nostri geni sono andati all’estero perché in Italia poco considerati ed il personale Wagons-Lits è stato licenziato perché ritenuto ormai obsoleto per un futuro ferroviario più tecnico e veloce.

Ma cosa avranno in comune queste categorie?  Entrambi qualificati, preparati professionalmente, una vita dedita al lavoro ma con poco spazio.

I primi però amati,  apprezzati all’estero e difficili  da rimpatriare;  i secondi  licenziati, snobbati nell’ambito professionale del proprio paese   favorendo le assunzioni dei colleghi stranieri. Una politica contraddittoria.

Basta chimere! Basta diplomazia! Noi cittadini da anni rispondiamo alle esigenze dello Stato italiano aumentando i sacrifici mentre i governi si avvicendano  e con loro le false promesse. Sarebbe ora, che si creassero nuove opportunità  di   lavoro. Un’  occupazione “ FISSA”  che possa permettere al lavoratore di arrivare alla pensione felice  e spensierato  dopo aver contribuito per una vita intera al sostentamento dello Stato.   Non  bisogna pensare  solo ai sussidi o alla CIG,  perché è il lavoro che nobilita una persona.

Ritengo che un uomo senza lavoro sarebbe un politico senza elettori.

Noi  800 lavoratori dei Treni Notte che  abbiamo contribuito  alla storia ferroviaria da nord a sud, adesso ci ritroviamo a combattere la precarietà e lo spettro del licenziamento dopo aver lavorato per una vita degnamente e con grande spirito di sacrificio nell’interesse nostro e delle Ferrovie Italiane.

Una vita di lavoro prestata sempre con gentilezza e professionalità a bordo treno,  senza  esser stati minimamente valutati.

Ci sentiamo ferrovieri  perché svolgiamo servizio su vetture di  proprietà  TRENITALIA, lavoriamo e collaboriamo con i "veri ferrovieri”.    Perché  ora  ci rottamano  come le nostre vetture letto?

Le FS fingono di non vederci, ci destituiscono preferendo assumere dall’esterno anziché reperire risorse umane dall’interno,  in contrasto con tutti gli altri Paesi Europei che hanno assorbito gli ex colleghi nelle ferrovie statali.   Ma perché non noi?

Forse siamo nati sotto una stella diversa e preghiamo attualmente che almeno una ci illumini.

L’istanza di sostegno è rivolta da tutti noi 800 lavoratori al Governo, ai Presidenti di Regione, ai Parlamentari di qualsiasi schieramento a chiunque abbia un minimo di forza politico-sociale per ridare certezze  e non più  illusioni a questi lavoratori.

I politici regionali cerchino una giusta sistemazione per questi lavoratori, degni di essere ferrovieri!

Michele Nitti

giovedì 16 febbraio 2012

MALEDETTI IMBROGLIONI !!

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Dopo il collaudo farsa del luglio 2011 sul primo lotto del VII invaso della discarica di Roncigliano, per il secondo e ultimo lotto siamo arrivati al collaudo per…  corrispondenza!
Il geologo Nolasco, uomo di fiducia di Cerroni, aveva inviato la proposta di documentazione del cosiddetto collaudo, il 20 dicembre precedente.  
In questo modo, il 20 gennaio, i funzionari di Regione, Provincia e Comune di Albano laziale, invece di sottoscrivere  il collaudo, hanno fatto una gita in discarica e dimostrato così che Regione, Provincia e Comune in questo caso non sono organi preposti al controllo, ma semplici “caselle postali”.
E pensare che, questa volta, la Provincia aveva diffidato la Pontina Ambiente a sanare i danni provocati alle falde idriche: ’ARPA aveva analizzato  finalmente a novembre i pozzi spia della discarica e, guarda caso, i limiti risultavano superati per BENZENE, TRIBROMETANO, FLUORO, DIBROMOCLOROMETANO, FERRO, ARSENICO  e MANGANESE.
Il Comune di Albano, oltre tutto, non poteva sottoscrivere il collaudo come aveva fatto nel luglio scorso perché finalmente l’Ufficio urbanistico aveva  misurato la distanza  del terrapieno dall’Ardeatina, ratificando i 17 metri,  tre di meno del necessario, cioè un abuso  e una violazione evidenti che restano sorprendentemente e misteriosamente senza sanzione.
Malgrado tutto ciò, ancora una volta il collaudo viene fatto: i comuni continuano a sversare, Cerroni ad  incassare, i cittadini a crepare.
Abbiamo risposto con un presidio il 20 gennaio, un blocco in discarica il 3 febbraio scorso, un nuovo presidio il 7 febbraio sotto il Comune. (Veniamo a sapere adesso che tredici  di noi sono stati denunciati dalla PS per l’iniziativa del 3 febbraio).
Stiamo presentando un nuovo ricorso  al TAR contro questo ultimo imbroglio  del collaudo e per questo, entro fine febbraio, abbiamo bisogno di 2500 euro. Ne abbiamo finora raccolti 1200: adesso ci serve il resto. Si può sottoscrivere dal nostro sito www.noinceneritorealbano.it

Non ci possiamo nemmeno considerare soddisfatti  che il Comune di Albano abbia dato corso alla procedura di infrazione convocando la Conferenza dei Servizi, visto che  la Regione è restata  latitante, insieme alla Provincia. Questa procedura complessa inoltre,  potrebbe durare più di un anno e si potrebbe arrivare a sancire che, sì,  la Pontina Ambiente ha contaminato le falde idriche, ma i controlli (in applicazione di una legge davvero orrenda, la 152/2006) devono essere demandati allo stesso che ha causato la contaminazione! 

Non abbiamo bisogno di un anno per dire che le ditte di Cerroni hanno contaminato le falde!  Ora c’è il  BENZENE, ma due anni fa era  il CLOROFORMIO;  in altri momenti i NITRITI e l’AMMONIACA;  in altri ancora INQUINAMENTO BATTERICO,  ogni tanto PERCOLATO lasciato sfociare liberamente nei fossi… e quindi nella nostra falda acquifera.

Che altro dobbiamo aspettare?

DIAMO CONTINUITA’ ALLA MOBILITAZIONE DI MASSA PER OTTENERE LA CHIUSURA E BONIFICA DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO LA DEFINITIVA CANCELLAZIONE DELL’INCENERITORE.

25 FEBBRAIO ore 20.30; CENA DI AUTOFINAZIAMENTO in via di Montagnano 16 - Ardea (Roma)

  clip_image002 COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

Processo Eternit: una condanna esemplare a 16 anni per i "padroni" dell'amianto. Sapevano ma hanno nascosto i rischi

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Fonte: ancora IN MARCIA!

La delega ai dirigenti non cancella le responsabilità dei 'proprietari': sapevano ma hanno nascosto i rischi
Scoperto dossier per la 'disinformazione' sull'amianto
UNA CONDANNA ESEMPLARE. I proprietari Stephan Schmidheiny e Jean Louis De Cartier De Marchienne, sono stati infatti condannati per disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche, per aver provocato la morte o la malattia di quasi 3000 persone. MACCHINISTI E FERROVIERI INTERESSATI. Questa sentenza è di grande interesse anche per tutti noi, perché numerosi colleghicontunuano ad ammalarsi e, purtroppo,a morire per le patologie collegate all'inalazione di fibre si amianto. Come si è visto anche in questo processo i danni prodotti dall'amianto sono molto lenti e le conseguenze arrivano anche trenta anni dopo. IL PERICOLO AMIANTO E' ATTUALE. "La sentenza emessa dal presidente della prima sezione del Tribunale di Torino, Giuseppe Casalbore, nel processo contro i proprietari dell'Eternit di Casale Monferrato è sicuramente di portata storica. Ciò non solo per la rilevanza della pena a cui sono stati condannati i proprietari, ma anche perché la sentenza stessa riconosce senza ombra di dubbio che l'amianto è pericoloso per la salute dei lavoratori e dei cittadini.
Nello specifico, la sentenza condanna la Eternit di Casale Monferrato ma, di fatto, il suo significato si estende ai comportamenti di tante aziende senza scrupoli che, negli anni, hanno permesso che l'amianto potesse continuare a far morire lavoratori e cittadini. Questa sentenza ci aiuta a proseguire nell'azione a tutela dei lavoratori che sono stati esposti all'amianto sia per ciò che riguarda la difesa della loro salute, che per l'ottenimento dei giusti risarcimenti da parte dell'Inps e dell'Inail e, se serve, anche nelle aule giudiziarie», Abbiamo preso a prestito il netto commento di Maurizio Marcelli responsabile salute e sicurezza della Fiom, per riferire di quanto accaduto oggi a Torino. LA PRESCRIZIONE SALVA ALTRI IMPUTATI. La sentenza ha anche dichiarato prescritti i reati commessi negli stabilimenti di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli), mentre ha affrontato invece le conseguenze dell'attività Eternit negli altri due impianti, quello di Cavagnolo (Torino) e quello divenuto il perno di questo processo, di Casale Monferrato. UNA GRANDE FOLLA IN ATTESA.La sentenza è stata pronunciata in un'aula strapiena e per far fronte all'afflusso di almeno mille persone giunte con 24 pullman dal resto d'Italia e non solo, sono state aperte e dotate di maxivideo l'aula accanto a quella del processo e l'aula magna di palazzo di giustizia, la provincia di Torino ha invece messo a disposizione la sua aula convegni. Per le vittime e i loro familiari i risarcimenti oscillano sui 30mila euro medi: «Si tratta di cifre basse - osserva Bruno Pesce, coordinatore dell'associazione familiari vittime dell'amianto - ma tendenzialmente le provvisionali sono sempre piu' basse dei risarcimenti definiti poi in altra sede. La sentenza ha comunque colto nel segno». LA DIFESA PRESENTERA' APPELLO. «Una sentenza dura. Faremo appello perchè siamo convinti dell'innocenza del nostro assistito - dice a caldo Astolfo di Amato, legale di Stephan Schmideiny - ma sul fronte civilistico esce un segnale importante e da cui siamo positivamente impressionati. Sia per quanto riguarda Casale Monferrato dove avevamo offerto 18 milioni e ne sono stati liquidati 25 divisi però tra i due imputati, e che quindi dimostrano il nostro comportamento aperto e collaborativo nell'interesse della società di Casale, sia gli altri danni liquidati che sono coerenti con i nostri indennizzi ». ANCHE DAL BRASILE. «Spero che questa sentenza serva anche a noi», commenta la brasiliana Fernanda Giannasi, presidente dell'Abrea (Associazione Brasiliana Esposti all'Amianto) che in rappresentanza di migliaia di lavoratori ammalati denuncia che in Brasile l'amianto, come anche in molti altri paesi del mondo, si continua a utilizzare. LE ALTRE VITTIME DELL'INSICUREZZA. Presenti le mamme della Thyssen: «Dove c'e' dolore e bisogno di giustizia noi ci siamo» dice Rosina Demasi. Ci sono i familiari delle vittime della strage di Viareggio: «Torniamo a casa con il cuore più aperto. Forse portiamo una boccata d'ossigeno alla procura di Lucca», dichiara provocatoriamente Daniela Rombi, pensando al lungo e difficile processo che attende i familiari delle 32 vittime. UNA CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE. In un dossier i PM di Torino hanno 'scoperto' le prove più schiaccianti a carico degli imputati, dimostrate dal monitoraggio del «rischio Italia» affidato del vertice della multinazionale Eternit per venti anni, sino al 2005, a Stefano Bellodi. Quando, il 13 dicembre, Guariniello invia la polizia giudiziaria nello studio milanese del professionista in «strategie della comunicazione» e vi fa sequestrare un bel po’ di report riservati fra lui e la Becon Ag, la stessa finanziaria che ha recentemente «elargito» a parte delle vittime dell’amianto Eternit piccole somme a titolo di «liberalità». LA RESPONSABILITA' PER LE STRATEGIE AZIENDALI NON SI DELEGA. In quei dossier il pm Sara Panelli ha scovato informazioni utilissime contro Stephan Schmidheiny. Nelle carte sequestrate quel giorno a Milano c’è il documento «Mechanism fo the processing of asbestos related claims in Italy» in cui si legge «A partire dall’inizio del 1984 la strategia di comunicazione sul caso Eternit in Italia ha avuto e ha ancora solo un obiettivo generale molto chiaro: tenere l’azionista finale (cioè l’holding svizzera e in ultimo Stephan Schmidheiny) per quanto possibile fuori del caso». Guariniello, mettendo in fila le sentenze innovative della Cassazione, sembra aver convinto la Corte che il datore di lavoro, cioè Schmidheiny, non può «delegare tutte le responsabilità a sottoposti quando in ballo c’è la strategia aziendale». Una sentenza che farà certamente scuola in tutte i processi contro le grandi imprese per infortuni, malattie professionali e disastri ambientali.

14 febbraio 2012

mercoledì 15 febbraio 2012

Prigionieri nei vagoni

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13 febbraio 2012
Buonasera .
Continua imperterrita la Caporetto delle ferrovie.
Stamattina il treno 2272, regionale proveniente da Parma per Milano delle ore 6,48 si è presentato in vergognosa composizione con sole 7 carrozze, con la bellezza clip_image001 di 15 porte 15 non funzionanti, (contate e fotografate!)
I 17 minuti di ritardo all’arrivo a Milano Centrale sono stati causati tutti dalla processione verso le uniche  porte che consentivano la salita/ discesa nelle stazioni di Piacenza- Lodi-Rogoredo-Lambrate, che ovviamente non avvengono tutte dallo stesso lato  (a Piacenza a sinistra, a Lodi a destra, a Rogoredo a sinistra, a Lambrate a sinistra, in Centrale a destra rispetto alla testa del treno).

Un treno del genere, come confermato dal capotreno, non doveva nemmeno partire, in quanto in assenza delle più basilari norme di sicurezza (se qualcuno si fosse sentito male, come sarebbe stato soccorso? se fosse scoppiato un incendio saremmo sicuramente morti asfissiati o bruciati).
Siamo in attesa di ricevere dai nostri legali le conferme che ci permetteranno di sottoporre un esposto denuncia all’Autorità Giudiziaria, perché la situazione oltre che vergognosamente insostenibile (è inconcepibile che gli interni presentassero ancora neve e non fossero stati puliti !!!) ha pesanti profili di norme di sicurezza totalmente inevase  !!!

La segnalazione pervenutaci con la presente mail da un collega pendolare che si accingeva a prendere il treno successivo (regionale 2122 da Bologna per Milano delle ore 7,08 – arrivato a destinazione con 23 minuti di ritardo)  è eloquente del medesimo schifo :

Qualcuno di voi ha visto le condizioni del 2122 alle 7.08 di questa mattina???
Si è presentato con 7 (le ho contate) carrozze di cui le prime due fuori uso e le altre con solo DUE porte funzionanti. Le altre erano bloccate dalla neve.
Mi sono rifiutato di salire su quel carro bestiame. Tutte la gente stipata in carrozze sigillate con solo due porte agibili su tutto il treno.
Non oso immaginare cosa sarebbe successo in caso di incidente.
Questi sono pazzi!

In tutto ciò assistiamo al totale ed inconcepibile silenzio dell’assessorato ai trasporti regionale (ma esiste ancora ?) nonché degli assessori regionali piacentini.
Del Comune di Piacenza, si sono perse da anni le tracce.

martedì 14 febbraio 2012

Comunicato Associazione Pendolari Valdarda e Associazione Pendolari Piacenza

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L'Associazione Pendolari Valdarda e l'Associazione Pendolari Piacenza,

a fronte di un suo perdurante ed inspiegabile silenzio, sollecitano con la presente la Regione Emilia Romagna ad un impegno immediato e concreto affinché i pendolari piacentini siano risarciti per tutti i disagi che hanno e continuano a subire, a causa dell'incapacità conclamata da parte di Trenitalia di gestire forse cm 20 di precipitazione nevosa, e delle reiterate violazioni del Contratto di Servizio.

Disagi che continuano anche in questi giorni, ancor più sconcertanti in assenza di ogni precipitazione (splende il sole anche oggi) e riguardano aspetti fondamentali quali la sicurezza delle condizioni di viaggio (la quasi totalità delle porte automatiche di accesso ai vagoni guaste), il comfort (carrozze gelide), le soppressioni (che continuano immotivate lasciando a piedi i pendolari, ieri sono stati cancellati i regionali 2274 e 2283 da e per Milano), ed i ritardi.

La stessa Trenitalia ha ufficializzato la data del 31 marzo 2012, entro la quale potranno essere presentate le domande di rimborso per i disagi dei viaggiatori occasionali, ammettendo di fatto la gravità della situazione succitata.

Alcune Regioni italiane hanno preso importanti provvedimenti nei confronti di Trenitalia: basti pensare alla Liguria, che ha fatto causa per interruzione di pubblico servizio, o al Piemonte che ha momentaneamente sospeso i pagamenti a Trenitalia.

La regione Emilia-Romagna, sicuramente una delle più colpite dal maltempo e di conseguenza dai disagi causati da Trenitalia, invece tace.

Chiediamo quindi ai Comuni di Piacenza e Fiorenzuola d'Arda in primis, nonché alla Provincia, ma anche e soprattutto ai Consiglieri ed agli Assessori Regionali piacentini, che si affianchino nella richiesta alla Regione per il ristoro dei danni subiti dai pendolari piacentini.

Associazione Pendolari Valdarda Associazione Pendolari Piacenza

venerdì 10 febbraio 2012

Assemblea cittadina per la riduzione dei voli a Ciampino

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COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE DELL'AEROPORTO DI CIAMPINO

Ciampino, 9 febbraio 2012

Aeroporto di Ciampino. Cittadini, Legambiente e Comuni in assemblea per la riduzione del traffico aereo a Ciampino.

Partecipata assemblea oggi a Ciampino promossa dal comitato dei residenti contro il pesante inquinamento ambientale prodotto dallo storico aeroporto romano.
Oltre ai cittadini e alle associazioni del territorio, era presente una folta rappresentanza di Legambiente e, al tavolo della presidenza sedeva anche Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.
Mentre in rappresentanza dei comuni di Ciampino e Marino erano presenti i rispettivi assessori all'Ambiente, Mottola e Pisani, e il Presidente del Consiglio Comunale di Marino, Stefano Cecchi.
Le proteste dei residenti si possono sintetizzare nella richiesta di immediata riduzione dei voli ad un terzo di quelli attuali.
Da una media di 150 al giorno, dicono i cittadini, si deve scendere a non oltre 60, applicando le decisioni dell'apposita Conferenza dei Servizi del 2010 che, con il voto favorevole di tutte le Istituzioni coinvolte, dai ministeri dei Trasporti e dell'Ambiente, fino ai comuni di Ciampino e Marino, passando per Regione, Provincia, Aeronautica Militare e lo stesso Enac, ha confermato che l'aeroporto opera oltre i limiti di legge e stabilito, strada per strada, la mappa delle violazioni e quella dei valori limite di inquinamento acustico entro i quali l'aeroporto deve al più presto tornare.
Ma, denunciano cittadini e associazioni, non solo non c'è traccia di un piano di rientro nei limiti di legge, ma, con incredibile faccia tosta, AdR e Enac hanno addirittura presentato il 13 dicembre un piano di ulteriore crescita del traffico aeroportuale.
In sintonia con le rabbiose proteste dei cittadini Lorenzo Parlati ha annunciato che Legambiente si impegnerà presto in un'aggressiva campagna sul territorio contro il rumore e l'inquinamento dell'aria. L'organizzazione, ha annunciato Parlati, sta anche valutando concretamente la possibilità di promuovere un'azione civile per danno ambientale contro gli inquinatori e ha invitato cittadini, associazioni e istituzioni locali a una forte mobilitazione per sostenere queste iniziative.
A Enac Parlati chiede invece di aprire un tavolo di confronto con cittadini, associazioni e istituzioni.
Nei loro interventi cittadini, associazioni e comitati civici di Ciampino e delle frazioni di Marino hanno raccontato dei gravi disagi e rischi per la salute che affliggono i residenti, dei numerosi casi di tumori e malattie circolatorie e della difficoltà delle studenti delle scuole ad apprendere a causa del bombardamento acustico che interrompe continuamente le lezioni.
La sede italiana dell'Università americana di Dallas, che si trova a Marino, sorvolata dalle nuove rotte arbitrariamente volute dalla direzione aeroportuale Enac di Ciampino, ha fatto fare autonome rilevazioni ambientali (che hanno evidenziato il superamento dei limiti di legge) e interessato del fatto l'Ambasciata USA in Italia.
In risposta ai cittadini i rappresentanti dei comuni di Ciampino e Marino - Cecchi, Mottola e Pisani - hanno riconosciuto le loro ragioni e l'importanza di questa battaglia che i comuni intendono continuare a sostenere.
I due comuni non sono fermi, hanno annunciato gli assessori, e si apprestano ad avviare nuove azioni legali contro i responsabili della gestione aeroportuale
Nei suoi interventi e in chiusura della manifestazione, il presidente del comitato dei residenti, Vincenzo Castagnacci, ha assicurato che i cittadini non si fermeranno, e ha rivendicato i risultati del lunga battaglia che ha fermato la crescita del traffico e unificato residenti e istituzioni locali nella difesa del territorio.
I risultati si vedono anche nel fatto che la generale condiscendenza verso l'aggressività di Ryanair sta finendo, è di questi giorni la contestazione da parte dell'ispettorato del lavoro alla compagnia di aver evaso contributi per 12 milioni attraverso l'espediente di contratti di lavoro irlandesi fatti firmare ai lavoratori che operano in Italia.
In chiusura Castagnacci ha incitato i politici che siedono nelle istituzioni a ricordare che il consenso vale se è frutto di un fare quotidiano che garantisca i diritti, la sicurezza e il benessere dei cittadini.

info@comitatoaeroportociampino.it
www.comitatoaeroportociampino.it
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facebook
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giovedì 9 febbraio 2012

Continua la Caporetto delle Ferrovie italiane

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07 febbraio 2012
Buongiorno.
Mi associo alle scrostante lamentele del collega, e socio della ns. associazione, per delineare ulteriormente i contorni di una situazione di gestione del trasporto ferroviario alla sbando.
Arrivato stamattina alla stazione di Piacenza alle ore 6,40, TABELLONE PARTENZE PC DEL 07 02 2012 solita precauzione per anticipare come sempre in tempo utile i noti disservizi, e utilizzare il regionale 2272 da Parma per Milano delle ore 6,48 , ho riscontrato il suddetto treno in ritardo di 15 minuti all’arrivo. Il tabellone in stazione indicava 2 treni in forte ritardo e 4 cancellati (tra cui il regionale 2122 da Bologna per Milano delle 7,08, uno dei più gettonati della mattina) senza alcuna ulteriore informazione ai passeggeri.  
Il succitato convoglio è arrivato con carrozze in numero insufficiente, senza riscaldamento, ed una fuori servizio, ed ha accumulato ulteriore ritardo, arrivando a Milano Centrale alle ore 8,21, con un ritardo di 36 minuti rispetto all’orario previsto (7,45) come si evince dal sito delle FS www.viaggiatreno.it

Non so come abbiamo fatto i pendolari piacentini partiti dopo di me ad arrivare a Milano e a Parma, e se ci siano riusciti.

Le fotografie delle condizioni dei treni e dei tabelloni delle stazioni sono disponibili per chiunque ce ne faccia richiesta.

Ieri sera abbiamo viaggiato sul regionale 2285 delle 18,15 da Milano per Bologna in condizioni inumane ed indegne di una paese civile: 5 carrozze di vecchi locali del 1970, tutte senza riscaldamento ed una chiusa.
Il capotreno non voleva fare partire il convoglio in quanto il materiale rotabile non era in condizione, e vi è stata una telefonata urlata con l’ufficio movimento per la quale ci è stato testualmente detto che  “ se lo faccio, mi fanno rapporto. Compilerò un modulo M40 di segnalazione “. Abbiamo assistito a tutto questo in quanto eravamo posizionati a ridosso del macchinista, con porta delle cabina aperta, ed ovviamente ci sono foto e filmati delle condizioni di viaggio.
Il treno era stracolmo alla partenza, alle fermate di Lambrate e Rogoredo  diversi viaggiatori in attesa hanno rinunciato a salire in quanto impossibilitati.
Da Lodi in avanti il treno ha effettuato fermate straordinarie non previste in tratta ed è arrivato a Piacenza con 29 minuti di ritardo. Poiché lo stesso convoglio diventa il 2122 della mattina da Bologna, possiamo presumere che la cancellazione di stamattina sia stata causata da materiale guastatosi definitivamente.
Ribadiamo inoltre che le condizioni di assenza di riscaldamento, porte guaste, carrozze fuori servizio, costituiscono la quotidianità, per cui l’ondata di maltempo non fa altro che enfatizzare lo sfascio giornaliero.
Nel quale registriamo il totale silenzio della regione Emilia Romagna e ci dicono, l’intervento del padrone del vapore ( leggasi Mauro Moretti) ad una trasmissione televisiva ieri sera  ad ora tarda.
Ci siamo rifiutati di vederlo perché ci avrebbe rovinato il poco sonno, e sinceramente avremmo preferito averlo con il badile in mano ad aiutare i suoi colleghi ferrovieri, costretti, loro sì, a subire le invettive dei viaggiatori per i disastri che la sua dilettantesca ed autoritaria gestione sta provocando.
Ovvero, come ha detto pochi giorni fa un capitano : “ Alza le chiappe e vai a spalare, cazzo !!! “

Grazie per l’attenzione.

Ettore Fittavolini, Presidente Associazione Pendolari Piacenza, Piazzale Marconi, 32/A -29100 - Piacenza
Web: www.pendolari.too.it
Mail
:
pendolari.piacenza@libero.it
Blog
:
www.pendolaripiacenza.blogspot.com
Mail
:
pendolari.pc@gmail.com

***

Mi unisco al coro delle innumerevoli segnalazioni diffuse in questi giorni dai colleghi pendolari perché ritengo che il disservizio nel disservizio del quale siamo stati vittime questa mattina non sia da addebitare alle avverse condizioni meteo o a non meglio specificati problemi del materiale rotabile, ma alla fenomenale decisione assunta dal capostazione o capo ufficio movimento della stazione di Piacenza.
Il treno regionale veloce….2274 (delle h.7:54) è annunciato con 15 minuti di ritardo: di questi tempi sembra quasi uno scherzo!
Il treno regionale delle h.8:09 destinazione Milano Greco Pirelli è pronto sul binario 2.
Sono trascorse le h.8:09 da qualche minuto, nel frattempo il R2274 è arrivato sul binario 3 ed è pronto a partire (nonostante ci siano mucchi di neve tra una carrozza e l’altra che costringono i viaggiatori ad acrobazie impreviste….
Siamo “comodamente” seduti in una carrozza di prima classe con riscaldamento funzionante!!
Attendiamo con ansia la chiusura porte e la sospirata partenza, i secondi sembrano interminabili; si ode un fischio dal marciapiede….. dai che si parte?
Noooooooo, si chiudono le porte del treno sul binario 2 (che da Piacenza a Lodi effettua fermata in tutte le stazioni!!!)
Il capostazione ha deciso di dare precedenza al convoglio che a rigor di logica dovrebbe averne meno, ma perché? Perché? Perché? E’ assurdo!!!!
E’ prudente non scrivere ciò che ho esclamato ad alta voce davanti ad una decisione così “fenomenale” e nemmeno ciò che ho udito da altri pendolari nei confronti del capostazione….. Inoltre, due “addetti ai lavori” presenti a bordo hanno condiviso pienamente la nostra delusione  commentando negativamente l’operato del collega dell’ufficio movimento.
Come previsto quindi il suddetto treno ci ha fatto da rallentatore fino a Lodi e ci ha permesso di raggiungere la stazione di Rogoredo con soli 38 minuti di ritardo.  E’ sempre più un disastro!

Ringraziandovi per la pazienza, per la consueta disponibilità e per la diffusione  di queste segnalazioni che state effettuando in varie forme, saluto cordialmente

Massimiliano Davoli