martedì 7 maggio 2013

BAYER: azione Greenpeace a Colonia contro strage api da pesticidi

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Bayer

26 aprile - Alcuni militanti di Greenpeace hanno dispiegato un gigantesco striscione davanti all'ingresso della sede del gruppo tedesco Bayer a Colonia, dove è in corso l'assemblea generale, accusandolo di far strage di api con la produzione di pesticidi. "I pesticidi Bayer uccidono le api". Stessa incursione è stata effettuata da Greenpeace la settimana scorsa alla sede della svizzera Syngenta. Le neonicotinoidi incriminate (clothianidine, imidacloridi e tiamethoxame) sono presenti nei pesticidi prodotti da Bayer e Syngenta.

Api: passo avanti Ue verso il bando dei pesticidi killer

La maggioranza dei Paesi UE ha votato ieri a favore della proposta della Commissione Europea per il bando temporaneo di tre pesticidi riconosciuti a livello scientifico come altamente nocivi per la salute delle api.

Il Cambiamento - 30 Aprile 2013 -- La maggioranza dei Paesi UE ha votato ieri a favore della proposta della Commissione Europea per il bando temporaneo di tre pesticidi riconosciuti a livello scientifico come altamente nocivi per la salute delle api. Si tratta di Imidacloprid e Clothianidin prodotti dalla Bayer e del Thiamethoxam di Syngenta.
“Il voto di oggi ci dice chiaramente che esiste una forte determinazione a livello scientifico, politico e civile a sostenere il bando. Adesso la Commissione deve fermare immediatamente l’uso di questi pesticidi, il primo passo per proteggere colture ed ecosistemi. Qualunque tentennamento significherebbe cedere di fronte alle pressioni di giganti come Bayer e Syngenta” afferma Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia.
Imidacloprid, Clothianidin e Thiamethoxam appartengono al gruppo dei neonicotinoidi, pesticidi che, generalmente, vengono utilizzati per la concia delle sementi. In Italia, l’utilizzo di questi tre prodotti per il trattamento dei semi è già sospeso dal 2008, ma continuano a essere diffusi in ambiente anche nel nostro Paese sotto forma granulare per la disinfestazione dei suoli e come spray per i trattamenti fogliari.
Come specificato nei pareri dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) pubblicati all'inizio di quest'anno (gli stessi che hanno dato il via alla proposta di bando della Commissione Europea), i neonicotinoidi rappresentano un “rischio acuto” per le api.
Studi scientifici hanno inoltre confermato che esiste un rapporto diretto tra l'uso di neonicotinoidi, anche a basse dosi, e la diminuzione delle difese immunitarie delle api, danni al sistema neurologico e fisiologico, e alterazioni nei modelli comportamentali legati alla ricerca di cibo dunque alla sopravvivenza. Anche l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha recentemente diffuso un rapporto sui pesticidi che ci mette in guardia sui pericoli che corriamo se continueremo a ignorare il problema.
Greenpeace sostiene che Syngenta e Bayer stanno portando avanti una dura campagna di pressione nel tentativo di ritardare il bando dei neonicotinoidi, fingendo di non sapere o ignorando consapevolmente i dati scientifici sulla tossicità di questi pesticidi. Imidacloprid, Clothianidin e Thiamethoxam non sono nemmeno gli unici prodotti di queste aziende a minacciare la sopravvivenza delle api e degli altri insetti impollinatori. Nel rapporto di Greenpeace “Api in declino”, oltre ai tre neonicotinoidi, vengono individuati altri quattro pesticidi killer delle api, prodotti da Syngenta, Bayer, BASF e altre aziende.
Con la campagna SalviamoLeApi, Greenpeace chiede la rimozione di questi pesticidi dal mercato: il primo e indispensabile passo verso un’agricoltura sostenibile.
“Il declino delle api è uno degli effetti più visibili e inequivocabili del fallimento dell’agricoltura di stampo industriale, che inquina l’ambiente e distrugge i migliori alleati degli agricoltori, gli insetti impollinatori. È ora di smettere di incentivare pratiche agricole intensive basate sull'uso della chimica, per investire, invece, nello sviluppo di un'agricoltura di stampo ecologico e sostenibile sul lungo periodo”, conclude Ferrario.
Anche il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e quello dell'associazione degli apicoltori UNAAPI Francesco Panella hanno commentato la notizia diffusa da Bruxelles.
“Salutiamo positivamente la notizia dell’esito della votazione del comitato Ue sulla moratoria di due anni su tre tipi di pesticidi dannosi per molti insetti e in particolare per le api. Nonostante l’Italia sia tra i paesi che hanno votato contro questa decisione, per motivi legati alla maggiore regolamentazione dell’uso di queste molecole, stimiamo positivamente il fatto che il voto a favore espresso dalla maggioranza dei paesi membri corrisponda all’opinione più diffusa tra i cittadini e gli operatori del settore europei”.
“Ora – hanno concluso - attendiamo fiduciosi la formalizzazione della moratoria da parte della Commissione”. Fonti: Greenpeace, Legambiente, UNAAPI

vedere anche:
· BAYER: Contromozione all'assemblea degli azionisti
· Imidaclopride: sottovalutati i rischi a lungo termine
· Sciopero della fame e presidio contro i neonicotinoidi
· Appello al Governo Italiano: Bando permanente per i pesticidi tossici

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lunedì 15 aprile 2013

Progetto Ombrina Mare: tutti contrari!

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Pubblichiamo il comunicato stampa del 09 aprile 2013 del WWF.
Redazione ACU

Petrolio: 50.000 ettari di mare davanti a Pescara, Francavilla ed Ortona concessi per la ricerca di idrocarburi.
Il WWF: ennesimo colpo di mano,nuovo motivo per manifestare sabato 13 aprile a Pescara alle 15:30.
L'associazione: ecco tutti i rischi di Ombrina, sversamenti in mare “normali” in strutture simili per gli stessi petrolieri .

Il progetto Ombrina mare è molto rischioso non solo per l'ambiente ma anche per il futuro dell'economia turistica e della pesca della regione e per questo va fermato”: così oggi il WWF Abruzzo presentando i dati sui rischi derivanti dai progetti petroliferi che si stanno moltiplicando nel mare antistante la regione. L'Associazione è venuta a conoscenza, tra l'altro, di un'ennesima concessione di un titolo minerario per ricerche petrolifere nel tratto di mare antistante Pescara, Francavilla ed Ortona.

Ricordiamo, invece, che il progetto Ombrina mare già approvato dalla commissione VIA nazionale è composto da una piattaforma di produzione con 6 pozzi, 36-42 km di tubazioni sottomarine e una grande nave raffineria FPSO di 320 metri di lunghezza ormeggiata a 10 km dalla costa per almeno 24 anni.

Il più aggiornato studio sugli incidenti riguardanti progetti simili ad Ombrina è il testo “Accident Statistics for Offshore Units on the UKCS 1990-2007" della OIL and GAS UK, pubblicato nel 2009, che riassume tutti gli incidenti avvenuti tra il 1990 e il 2007 nelle strutture di sfruttamento degli idrocarburi attive nella piattaforma continentale inglese. Per quanto riguarda le piattaforme fisse inglesi nel periodo considerato sono avvenuti 5.871 incidenti con una frequenza di 3,4 incidenti per unità all'anno. Gli incendi sono stati 0,412 l'anno per unità, le esplosioni 0,024 l'anno e le perdite in mare di petrolio ben 1,76 l'anno per unità. Pertanto, se la piattaforma di produzione del progetto Ombrina mantenesse la frequenza media di incidenti delle strutture fisse inglesi si potrebbero prevedere nel suo ciclo di vita 42 perdite in mare (e gli incendi una sessantina). Per quanto riguarda le 16 navi FPSO inglesi nel periodo considerato sono avvenuti 603 incidenti con una frequenza di 4,10 incidenti per FPSO all'anno. Gli incendi sono stati 0,42 l'anno per unità, le esplosioni 0,013 l'anno e le perdite in mare di petrolio ben 2,82 l'anno per unità. Pertanto, se la FPSO del progetto Ombrina mantenesse la frequenza media di incidenti delle FPSO inglesi si potrebbero prevedere nel suo ciclo di vita 68 perdite in mare (e gli incendi una ventina).

Uno studio del Direttorato Norvegese per il Petrolio riporta la stima di perdite in mare di petrolio dalle FPSO di 3.240 barili in un ciclo di vita di 24 anni, solo tenendo conto delle perdite che avvengono durante l'allibo, il trasferimento del petrolio dalla FPSO alla petroliera (procedura che nel progetto Ombrina è prevista una volta al mese per 24 anni). Ovviamente a queste perdite vanno aggiunte quelle relative ad altre fasi della produzione e gestione. Un simile quantitativo ha, potenzialmente, secondo l'UNEP, la capacità di coprire circa 400.000 ettari di mare con un sottile film di meno di un mm di spessore.

Nello stesso studio relativo alle strutture della piattaforma continentale norvegese, si riporta una frequenza di collisioni tra FPSO e petroliera di 0,15 collisioni per anno per unità, ben superiori alla frequenza di collisione tra navi ed altri tipi di installazioni petrolifere. Pertanto, se la FPSO del progetto Ombrina mantenesse la frequenza media di collisioni delle FPSO norvegesi si potrebbero prevedere 3 collisioni nel ciclo di vita del progetto.

Le perdite possono essere massive. Nel 2011 una FPSO della Shell posta a circa 75 miglia al largo del Delta del Niger, secondo i dati forniti dalla compagnia petrolifera, ha riversato in mare 40.000 barili di petrolio. La marea nera si estendeva per 70 km, coprendo 92.300 ettari di mare, secondo quanto dichiarato dalla stessa compagnia.

Dichiara Fabrizia Arduini, responsabile del settore energia del WWF Abruzzo “La nostra principale preoccupazione è che le navi FPSO e le stesse piattaforme di produzione sono potenziali fonti di frequenti e a volte enormi fuoriuscite di petrolio. I vari studi prodotti, commissionati dai governi o dagli stessi petrolieri, evidenziano in maniera inequivocabile l'alta frequenza di incidenti. Solo in Italia dobbiamo sentire i fautori della deriva petrolifera dichiarare che tutto è compatibile e non vi sono rischi. Basti pensare che la nave FPSO collegata ad Ombrina dovrebbe stoccare sino a 50.000 tonnellate di petrolio e 15.000 tonnellate di zolfo e acqua di produzione. Per il progetto Ombrina non esiste una approfondita analisi del rischio nonostante sia a ridosso della costa, quando nel resto del mondo queste strutture sono poste a decine e decine di chilometri di distanza. Oltre ai rischi relativi alla dispersione dei fumi e dei fanghi, agli incendi, agli scoppi e ai rilasci in mare di petrolio, abbiamo anche il rischio della subsidenza - l'abbassamento verticale di una porzione di territorio. Il tutto in un'area dove sono in corso importanti investimenti per milioni di euro del DOCUP PESCA 2000/2006 “Protezione e sviluppo delle risorse acquatiche“, con fondi anche dalla Commissione Europea. Lo scopo dell’intervento è di ottimizzare l’habitat per la conservazione ed il ripristino di spigole, orate, corvine, cernie, saraghi ed altri pesci pelagici o di scoglio. La commissione Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell'Ambiente ha incredibilmente dato parere favorevole al progetto prescrivendo alla Medoilgas di predisporre un'analisi del rischio, che, quindi, arriverà dopo il parere positivo. Il proponente dovrà provvedere alla redazione di una analisi di rischio globale con le analisi quantitative che tengano conto di tutti i possibili scenari. Ciò è del tutto illogico visto che è compito proprio della Valutazione di Impatto stabilire preventivamente se i rischi sono sopportabili dall'ambiente e dall'economia delle regioni potenzialmente interessate dagli incidenti”.

Dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo “Oggi il Mediterraneo è tra i mari più inquinati da idrocarburi, con oltre 38 milligrammi/mc di contaminazione, a fronte dei 3 milligrammi/mc di altri mari. Ciò deriva dai grandi incidenti che hanno coinvolto petroliere con rilasci di decine di migliaia di barili e dalle centinaia di perdite più piccole provenienti dalle petroliere in transito, dalle piattaforme e dalle navi in genere. Le mappe disponibili sulle perdite reali sono impressionanti perché il Mediterraneo è costellato da miriadi di fuoriuscite nere. Le mappe del rischio sono consequenziali ed evidenziano che il medio Adriatico ha già ora, senza Ombrina, il massimo livello di rischio ambientale da fuoriuscita di petrolio in mare. Dobbiamo, quindi, progressivamente abbandonare l'economia basata sul petrolio perché altamente inquinante”.

Dichiara Luciano Di Tizio, presidente del WWF Abruzzo “Nei giorni scorsi abbiamo appreso che il governo dimissionario ha realizzato un nuovo colpo di mano, concedendo il 15 marzo 2013 un permesso di ricerca di idrocarburi in mare alla società Petroceltic. Si tratta di una porzione di Adriatico enorme antistante Pescara, Francavilla e Ortona, dell'estensione di ben 50.000 ettari che ora sarà destinati alla ricerca di idrocarburi. Intere comunità si oppongono a queste proposte ma i ministeri vanno avanti lo stesso come se nulla fosse. Il WWF chiede agli enti, a partire dal comune di Pescara, di fare ricorso al TAR contro quest'ennesima decisione che va contro gli interessi ambientali ed economici della regione. Vi è ormai un deficit di democrazia che deve essere colmato. La manifestazione di sabato 13 aprile, a Pescara con partenza dalla Madonnina alle ore 15:30 è un appuntamento da non perdere a cui invitiamo a partecipare tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro sostenibile dell'Abruzzo e del suo mare”.

venerdì 12 aprile 2013

BAYER: La storia "riverniciata" della Compagnia

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Comunicato Stampa, 11 aprile 2013

Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (Germania)

150° anniversario / Contromozioni all'Assemblea degli Azionisti

La BAYER sta organizzando costose celebrazioni per il suo 150° compleanno, ma i numerosi crimini della Compagnia non sono neanche menzionati nelle pubblicazioni commemorative. Invece di riconoscere la propria responsabilità nell'utilizzo di lavoratori forzati, nello studio e produzione di gas velenosi e di prodotti farmaceutici mortali, il passato della Compagnia viene completamente ignorato. La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer ha introdotto delle contromozioni alla prossima assemblea degli azionisti della Bayer per evidenziare il lato oscuro del passato della BAYER.

Per il suo 150° anniversario, la BAYER sta organizzando numerose attività celebrative con importanti ospiti. Una aeronave costruita per l'occasione promuoverà la Compagnia in tutti cinque i continenti e una mostra farà il giro del mondo. Ma i periodi oscuri nella storia della Compagnia sono stati completamente ignorati nelle celebrazioni. Argomenti come la contaminazione ambientale, gli avvelenamenti da pesticidi, le proteste dei lavoratori e la collaborazione col Terzo Reich sono semplicemente assenti.

Philipp Mimkes della Coalizione contri i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania) afferma: "La Bayer, facendo parte della tristemente famosa IG Farben, è stata implicata nei più crudeli crimini della storia dell'uomo. Una sua sussidiaria forniva il Zyklon B per le camere a gas. La Compagnia ha anche costruito una gigantesca fabbrica direttamente ad Auschwitz e, per alloggiare gli operai/schiavi, gestiva il suo personale campo di concentramento in cui morirono decine di migliaia di persone.”

Altri fatti dalla storia della Compagnia:

  • Ogni pubblicità della BAYER include un riferimento all'invenzione dell'Aspirina nel 1898, ma nessuna dice che, quasi simultaneamente, la Compagnia ha introdotto nel mercato l'Eroina, come sciroppo per la tosse, in particolare dei bambini. Non molto tempo dopo il suo lancio commerciale, i medici fecero notare il potenziale di dipendenza dell'Eroina. Ciononostante, la BAYER, ha continuato una campagna pubblicitaria globale dell'Eroina, per altri 15 anni.
  • Carl Duisberg, per decenni Direttore Generale della BAYER, è stato personalmente implicato nello sviluppo dei gas velenosi durante la Prima Guerra Mondiale e ha fatto pressioni perché fossero usati al fronte, in contravvenzione alle leggi internazionali. Duisberg ha richiesto la deportazione di decine di migliaia di cittadini Belgi da utilizzare per lavori forzati e ha incoraggiato l'annessione di grandi aree dell'Europa dell'Est.
  • Per decenni, Duisberg ha sostenuto attivamente la fusione dell'Industria Chimica tedesca per creare la IG Farben. Il Gruppo, fondato nel 1925, era allora la più grande Compagnia d'Europa. Essa rifiutò la repubblica di Weimar e fece generose donazioni ai partiti conservatori nazionalisti e più tardi ai Nazisti.
  • IG FARBEN è stata strettamente coinvolta nella guerra di conquista del Terzo Reich. La Compagnia seguiva le forze armate nei paesi europei conquistati e in poche settimane prendeva possesso di gran parte dell'industria chimica del paese, delle miniere e della produzione di carburanti. Kurt Hansen, che più tardi diventò Presidente del Consiglio di Amministrazione della BAYER, giocò un ruolo chiave in tali rapine.
  • Al Processo di Norimberga, la IG FARBEN ebbe un procedimento tutto per sé. Un documento del processo afferma: "E' fuori discussione che medici delle SS abbiano condotto esperimenti sui prigonieri dei campi di concentramento. Questi esperimenti servivano espressamente per provare i prodotti della IG FARBEN".
  • Dopo aver scontato le sentenze, i manager condannati a Norimberga poterono proseguire indisturbati le loro carriere. Fritz ter Meer, per esempio, divenne Presidente del Collegio dei Supervisori della BAYER. Durante il suo interrogatorio a Norimberga, aveva affermato che i lavoratori/schiavi di Auschwitz "non erano stati fatti soffrire particolarmente, dal momento che dovevano comunque essere uccisi". La BAYER ha addirittura intitolato a suo nome a una fondazione, la "Fondazione Fritz ter Meer".
  • Nei laboratori della Bayer, è stata portata avanti la ricerca sui gas bellici. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'inventore del SARIN e del TABUN, il dottor Gerhard Schrader, è stato a capo del dipartimento pesticidi della Bayer. Durante il periodo della guerra nel Vietnam, la Bayer è stata implicata nello sviluppo di AGENT ORANGE. La produzione veniva fatta alla MOBAY una ditta creata dalla MONSANTO e dalla BAYER.

Sintomatica di come la BAYER considera la sua storia, è l'assegnazione del premio Hansen Family Award nel marzo del 2013. Il premio, presentato a Berlino dall'amministratore Delegato della BAYER Marijn Dekkers, era stato in origine donato dall'ex presidente del Consiglio Direttivo, Kurt Hansen. Hansen era entrato nell'NSDAP nel 1931. In IG FARBEN era divenuto capo del "Dipartimento centrale per l'approvvigionamento di materie prime", che ha avuto un ruolo importante nella guerra. Il passaggio senza scosse da IG FARBEN a Gruppo BAYER si palesa nella figura di Kurt Hansen. Fino ad ora, la BAYER non ha mai intrapreso uno studio indipendente della storia della Compagnia.

Secondo la Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer, il Consiglio Direttivo della BAYER è responsabile per questa rappresentazione fuorviante della storia della Compagnia. Perciò, alla prossima Assemblea degli Azionisti BAYER, che si svolgerà a Colonia il 26 aprile, il suo operato non deve essere ratificato. La Coalizione ha introdotto delle contromozioni che sono state pubblicate sul sito web della BAYER.

Chiediamo aiuto! La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer è a serio rischio.

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martedì 9 aprile 2013

Mi gusta Tortona

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Palm SpA in collaborazione con la coop sociale Palm Work&Project hanno image il piacere di comunicarvi la loro partecipazione al FUORISALONE 2013 come partner di due importanti progetti di design:

- “Labirinti Urbani” c/o Piazzale di Via Procaccini 4, cuore della Fabbrica del Vapore in collaborazione con “Posti di Vista 10*” volto a valorizzare la sostenibilità dello stile di vita urbano.

Per maggiori informazioni visita il link http://www.palm-wp.it/blog/la-fabbrica-del-vapore-si-tinge-di-verde-grazie-al-labirinto-in-greenpallet/

- Mi gusto Tortona Good Food in Good Design II edizione della Farmer & Gourmet Experience c/o Via Tortona in collaborazione con CIA, un modo innovativo per promuovere la qualità Made in Italy attraverso il design.

Per maggiori informazioni visita il link http://www.palm-wp.it/blog/la-fabbrica-del-vapore-si-tinge-di-verde-grazie-al-labirinto-in-greenpallet/

Vi aspettiamo numerosi dal 9 al 14 aprile a Milano! E alla conferenza di apertura del “Mi gusta Tortona”, vedere particolari in allegato.

Sperando di aver dato informazioni gradite, vi ringraziamo per l’attenzione e vi porgiamo distinti saluti

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Coop Sociale Palm Work&Project
Via Codisotto 8 - 46019 Buzzoletto di Viadana (Mn)
Tel. 0375-780657
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seguici su facebook:http://www.facebook.com/pages/Palm-WP/414735911923940

giovedì 28 marzo 2013

PROGETTARE IL CIBO OVVERO LA FORMA DEL GUSTO

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Prendo a prestito il titolo di una bella mostra aperta al MART di Rovereto fino al 2 giugno 2013 ("La Forma del Gusto") per avviare un discorso sull'importanza dei sensi nella scelta e nel consumo di un alimento.
"Il cibo si mangia anche con gli occhi" non è solo un proverbio o uno slogan di successo ma è anche una verità oggettiva che gli esperti di marketing e di comunicazione nonché alcuni tecnologi alimentari hanno più volte sperimentato.
Il cibo occupa uno spazio ampio nell'immaginario collettivo raggiungendo livelli inediti di coinvolgimento del pubblico normale e degli addetti ai lavori.
La mostra espone il lavoro creativo di designer e architetti che hanno indirizzato il loro sguardo sulle "cose da mangiare", inventando un progetto del cibo come una questione di forma più che di gusto e di nutrimento.
In effetti, il mondo del design è sempre molto attento alle tendenze estetiche, culturali, socioeconomiche e antropologiche, anzi spesso le anticipa. Nel caso del cibo, il design contribuisce a innovare alcune caratteristiche degli alimenti, soprattutto quelle che vengono chiamate le proprietà funzionali, passando così dalla pura materia alla fruizione che il consumatore assegna a quel cibo. Le proprietà funzionali non sono solo quelle legate alle caratteristiche fisiche o meccaniche ma sono anche quelle che determinano il valore d'uso di un alimento, per esempio quella di facilitarne il consumo. Pensate solo per un attimo al colpo di genio che venne a coloro che inventarono il cono per i gelati o lo stecchino infilato nel gelato da passeggio!
Non tutte le forme del cibo sono inventate da designer famosi: pensate solo alle mille forme di pane che arricchiscono i forni d'Italia e di Europa!
Sono centinaia, se non migliaia gli esempi che si potrebbero fare sul successo di un prodotto alimentare determinato dalla felice combinazione di forma e di gusto: uno per tutti, il Bacio Perugina!Qui sotto è riportata un'immagine di uno dei prodotti innovativi sui quali si è concentrata la creatività di giovani designer: Il Golosimetro, progetto di Paolo Ulian del 2002.

Golosimetro

Nel suo piccolo, anche chi scrive si è cimentato nello studio e nella progettazione di una forma adatta a un prodotto alimentare innovativo.
In collaborazione con una docente di design del Politecnico di Milano è stata messa a punto la "Fast mela", cioè un prodotto a base di mela fresca tagliata pronta per il consumo confezionato in un contenitore idoneo a un consumo in diverse situazioni. Nelle foto qui sotto sono riportate due immagini relative alla "Fast Mela": a sinistra, il contenitore chiuso; a destra, il contenitore aperto.

Autore: dott. Emilio Senesi, ACU-Associazione Consumatori Utenti

Si veda anche il sito www. avventurenelcibo.net

venerdì 15 marzo 2013

LA COOP SOCIALE PALM WORK&PROJECT FESTEGGIA IL SUO DECIMO COMPLEANNO A FA' LA COSA GIUSTA

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Palm Work&Project laboratorio d’innovazione sociale, con sede a Viadana (Mn), partecipa anche quest’anno come sponsor tecnico a Fa' la cosa giusta, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, dove ha scelto di festeggiare i suoi primi dieci anni di attività.

Dal 15 al 17 marzo allo stand MP56 Area Mangia come Parli, Pad.4 Fieramilanocity!

“FA' LA COSA GIUSTA” è stata la prima fiera a cui la cooperativa ha partecipato, perché Palm Work&Project si riconosce da sempre nei valori e messaggi promossi dall’evento, cui è legata dalla stessa determinazione nel sensibilizzare le persone alle tematiche della sostenibilità, filo conduttore che ha visto crescere e sviluppare le due realtà in questi dieci anni. E quest’anno la partnership con “FA' LA COSA GIUSTA” è ancora più solida e ancora una volta i Greenpallet® e gli ecoarredi Palm Design saranno protagonisti in molte piazze e aree comuni della fiera per trasmettere valori coerenti con gli intenti dell’evento e avvicinare chi produce e chi consuma in modo responsabile.

Tra l’altro l’argomento principe che “FA' LA COSA GIUSTA” ha scelto di affrontare in questa decima edizione è proprio la mobilità sostenibile, tema molto caro a Palm Work&Project che, da sempre e con approccio sistemico, promuove i Greenpallet® di Palm SpA, realizzati applicando le più innovative tecniche di ecodesign ed eco progettazione per ridurre l’impiego di materia prima legno a parità di prestazione e abbassare le emissioni di CO2 eq. nelle fasi di produzione e trasporto; tutto questo, sommato alla scelta di approvvigionarsi da foreste gestite secondo gli standard di legalità e sostenibilità Pec/Fsc e al rispetto dei diritti etici e di integrazione dei lavoratori, ha reso il pallet, anzi il Greenpallet® di Palm SpA, uno strumento imprescindibile a favore della mobilità sostenibile. Il pallet infatti movimenta tutte le merci, e se realizzato nel rispetto dei principi di sostenibilità, facilita l’accesso alla vendita di chi lo sceglie.

Palm Work&Project ha scelto di festeggiare il suo decimo compleanno insieme a tutti coloro che hanno contribuito a “scrivere” e “fare” un pezzo della propria storia, ha quindi organizzato presso il proprio stand MP56 “Area mangia come parli” pad.4, una serie di incontri di “conversazioni sostenibili”, dove insieme a personaggi di rilievo, verranno presentate “storie vere di filiere sostenibili”.

Il programma è in continuo aggiornamento e consultabile sul sito http://www.palm-wp.it .

Lo stand è firmato Palm Design e riproduce una calorosa sala dove accogliere nuovi e vecchi amici con cui confrontarsi sui nuovi orientamenti e condividere esperienze nell’era della Green Economy, con la ferma convinzione che è possibile coniugare impresa e mercato con etica, solidarietà e sostenibilità, ponendo sempre l’uomo e le relazioni al centro del progetto.

Inoltre Palm Work&Project in questa importante occasione riserva tutte le imprese, associazioni e cittadini che saranno presenti o visiteranno “Fa la cosa giusta”, la possibilità di acquistare direttamente in fiera e ad un prezzo speciale, gli ecoarredi Palm Design esposti.

Oltre che nel nostro stand trovate i nostri ecoarredi anche nelle piazze del Programma culturale, nello Spazio percorsi, nella sezione mobilità/Ciclo officina, nello stand di Terre, allo stand di Iris Bio e in quello di Coop Lombardia!

Per visualizzare in anteprima gli ecoarredi Palm Design disponibili e prenotarli contattaci!

Paolo 393/4312632; Alessandro 347/8756847; Silvia 335/8755423.

giovedì 7 marzo 2013

India: Il "Bayer's Tonic" è ancora in vendita

11 commenti:

Fonte: CBGnetwork

Comunicato Stampa, 7 marzo 2013

Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania)

La compagnia BAYER continua a vendere in India il suo discusso tonico "Bayer's Tonic". La cosa è comprovata dalle prove di acquisto condotte dalla Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer. Il tonico contiene una miscela di frazione di fegato, estratto di lievito, sciroppo aromatizzato e il 10% di alcool.

Jan Pehrke, membro della Coalizione, dichiara: "Un medicinale inutile e costoso come il Bayer's Tonic non fa bene alla salute di nessuno. Al contrario, questo cosiddetto prodotto di qualità tedesco, serve solo a rendere più poveri i pazienti indiani. Ancora una volta viene comprovato che l'industria farmaceutica non resiste alla tentazione di vendere la sua spazzatura." Jan Pehrke mette sotto accusa anche l'etichetta del prodotto (vedi foto sotto), su cui è scritto "Bon Appétit", che sorvola sui rischi associati al suo uso.

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Il Bayer's Tonic è stato pubblicizzato per molti anni come tonico speciale per bambini, malgrado il suo alto tenore di alcool. La BAYER, non ha mantenuto la sua promessa di vendere il preparato senza alcool anche se le proteste dei gruppi per la salute hanno almeno ottenuto che la confezione riporti ora un piccolo avviso: "Non per uso pediatrico". Naturalmente l'informazione in etichetta non raggiunge i genitori analfabeti.

„Bon Appetit“: Bayer´s Tonic in India

L'effetto di decenni di pubblicità, fa sì che molti farmacisti indiani raccomandino ancora il Bayer's Tonic per i bambini. "A Bangalore, un farmacista ha raccomandato l'uso del medicinale anche dopo che gli è stato chiesto se lo si poteva davvero dare ai bambini" ha detto la Dottoressa Christiane Fischer di BUKO Pharma Campaign. In particolare i bambini denutriti che prendono questo preparato regolarmente, corrono il rischio di sviluppare la cirrosi epatica.

Nel Sud del mondo, la gente spesso non può permettersi una visita medica. Per questo l'industria farmaceutica offre medicinali che coprono un'ampia gamma di problemi, senza essere specifici. La pubblicità persuade i genitori a dare questi costosi preparati ai bambini. Nello stesso tempo non vengono usati medicinali utili né si comprano frutta e verdura. Il costo di 83,65 rupie (circa 1,20 €) di una bottiglietta di Bayer's Tonic è sufficiente per comprare del buon cibo per una famiglia indiana per almeno un giorno.

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martedì 19 febbraio 2013

ROBIN TAX SCARICATA SUI CONSUMATORI. LE ASSOCIAZIONI CHIEDONO CHIARIMENTI ALL'AEEG. CHI HA PRESO I SOLDI DEI CONSUMATORI ITALIANI ?

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COMUNICATO STAMPA

E' stata richiesta una convocazione urgente del tavolo di confronto AEEG Associazioni dei consumatori.

Le associazioni dei consumatori Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codici, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e UNC hanno chiesto, un'urgente convocazione del tavolo di confronto tra associazioni consumatori e AEEG, al fine di acquisire ogni informazione utile a chiarire l'accaduto.

A seguito dalle numerose notizie di cronaca degli ultimi giorni, derivanti dalla pubblicazione della Relazione AEEG 18/2013/I/Rht “Attività di vigilanza svolta nell'anno 2012 dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas sul divieto di traslazione della maggiorazione IRES (cosiddetta Robin Hood Tax) sui prezzi al consumo”, in molti hanno dedotto la possibilità che la Robin Tax possa essere stata traslata illegalmente da alcuni operatori del mercato sui consumatori.

Questo ha determinato come effetto un ampio scontro tra la categoria delle imprese elettriche e le associazioni a difesa dei consumatori ancora incerte sui dettagli delle anomalie evidenziate.

Avendo attualmente ampi sospetti sull'accaduto, ma avendo anche la certezza che ben 199 operatori mostrano una variazione positiva del margine di contribuzione semestrale, che potrebbe essere ricondotta almeno in parte alla dinamica dei prezzi, e in parte all'effetto di traslazione dell'IRES sulle tariffe, le associazioni hanno chiesto all'AEEG di spiegare l'accaduto e di indicare i soggetti coinvolti.

Presumibilmente il tavolo si riunirà a fine febbraio e in quella sede le AdC sanno messe in condizioni di comprendere i fatti per poter in seguito intervenire adeguatamente contro i responsabili.

Roma 15 febbraio 2013

Le Associazioni:
Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codici, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e UNC

Scarica la lettera all'indirizzo:

http://www.associazioneacu.org/files/Lettera_AEEG_convocazione_robin_tax.pdf