sabato 15 novembre 2014

LETTERA APERTA ACU

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ACU-ASSOCIAZIONE CONSUMATORI UTENTI
Milano, via Padre Luigi Monti - 20/c - associazioneQassociazioneacu.orq, tei. 026615411
Zona di Esondazione del Fiume Seveso

L'ACU CHIEDE ALLA PROTEZIONE CIVILE UN PARERE TECNICO SULLA VICENDA "SEVESO" E SI RISERVA DI CHIEDERE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI
MILANO IL SEQUESTRO DEL FIUME SEVESO

Al Sindaco dì Milano Giuliano Pisapia
Al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi
Al Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli



Egregi Amministratori,
per l'ennesima volta il FiumeSevesoeuscito.il 12 novembre 2014, dalla sua "prigionedi
cemento alla quale la "sapienza idraulica umana" l'ha relegato per favorire la
costruzione di abitazioni e strade.
Sulle strade corrono le auto e da decenni spesso si spinge verso valle anche l'acqua
fangosa di un Fiume che vuoi vedere la luce del Sole !
Sì, proprio la luce che vorrebbero veder i ciechi.
La luce di cui Voi Amministratori avete smarrito le lunghezze d'onda.
La luce di cui Voi Amministratori continuate ad ignorare la propagazione.
Ci raccontate che da decenni si devono realizzare opere "riparatone" a Nord di Milano, ma
le opposizioni burocratiche e la mancanza di fondi lo hanno finora impedito. E' vero o no
che già nel 1954 il Comune di Milano individuò come indispensabile la costruzione di un
canale scolmatore del Seveso indicandone anche la portata in 30 mc/s e che già nel 1982
si era dimostrato inadeguato ?
Sono già stati spesi milioni di Lire e di Euro e solo nel 2014 sono già avvenute ben otto
esondazioni che hanno provocato milioni di danni e come nel nostro caso, non meno di
cinquantamila Euro di danni.
L'ACU-Associazione Consumatori Utenti chiede al Capo del Dipartimento della Protezione
Civile un parere tecnico dell'intera vicenda "Seveso" con una puntuale analisi di quanto
avvenuto già a partire dei primi anni '50.
Ed inoltre si chiedono agli Amministratori pubblici i conteggi relativi all'entità dei costi
indiretti di questa situazione.
Le giornate/uomo impegnate nelle pulizìe, riparazioni, trasporti. Ad esempio, l'AMSA sta
impiegando mezzi, acqua, energìa, personale, organizzazione per pulire le strade.
I Vigili del Fuoco, intervenuti ,anche nella nostra sede, per aspirare l'acqua e valutare la
sicurezza dello stabile. Le strutture della Protezione Civile e poi la Polizia Comunale, le
Forze dell'Ordine quando una seria politica della PREVENZIONE permetterebbe una
occupazione di qualità e una crescita sostenibile della nostra economia.
Egregi Amministratori, ora Vi chiediamo che cosa intendente fare o vogliamo augurarci
tutti che nel 2015, durante l'EXPO si ripeta a Milano, quanto accaduto in questi ultimi
cinque mesi?
Ora, se non percepiamo nulla di veramente nuovo in questi prossimi giorni ci troveremo
obbligati ad avanzare alla Procura della Repubblica di Milano una precisa richiesta,
ovvero il SEQUESTRO DEL FIUME SEVESO E DI TUTTE LE OPERE ANNESSE E
CONNESSE REALIZZATE NEGLI ULTIMI CINQUANTA ANNI!
Vogliamo semplicemente sapere chi sono i responsabili di ieri e di oggi di un disastro
permanente che rappresenta la vergogna d'Italia. Intanto siete tutti invitati a visionare
anche presso la nostra sede i disastri compiuti da questa incuria (vedi link di esondazione
7/8 luglio
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10152216222833364.1073741827.94572623
363&type=3
e 12 novembre
https://www.facebook.com/ACU,Associazione.Consumatori.Utenti/photos stream#!/ACU.A
ssociazione. Consumatori. Utenti/photos/pb. 94572623363. -
2207520000.1415971408./10152467722568364/?tvpe=3&theater

Dott. Gianni Cavinato
presidente nazionale
ACU-Associazione Consumatori Utenti

COMUNICATO STAMPA ACU

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COMUNICATO STAMPA
Milano, 13.11.14

Gli abusivi della bolletta  

L’ACU è contraria  all’istituzione di una Banca dati degli utenti morosi che l’AEEGSI vuole istituire. Come dicono in Veneto, “el tacon xe peso del buso”, ovvero se l’Autorità intende colpire l’abusivismo, dovrà avvalersi di strumenti diversi con l’ausilio delle forze dell’ordine e delle Amministrazioni locali. Le soluzioni dirigistiche si dimostreranno fallimentari.


 
Gli ultimi dati, diffusi dall’Autorità dell’energia elettrica, gas  e servizio idrico integrato, riguardo ai morosi parlano chiaro: a pesare di più sugli importi dei pagamenti in ritardo non sono le utenze domestiche bensì esercenti, piccole imprese ed enti locali (i non disalimentabili).
L’ACU e le Associazioni Consumatori esprimono il proprio dissenso verso una  regolazione eccessivamente complessa ed  invasiva perseguita dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico integrato (Aeegsi) e chiedono, invece, provvedimenti più chiari e semplici. 

I provvedimenti proposti dall’Autorità  rafforzano  le misure per chiudere i contatori, mentre il calcolo delle insolvenze ricade tutto sui consumatori in base al sistema indennitario vigente (DCO 477/2014). 
Secondo i dati dell’Autorità si tratta di un giro di crediti da 2,1 miliardi di euro, di cui il 60% direttamente a carico delle bollette degli utenti.
Ad oggi, infatti, il fornitore ha il diritto di sospendere l’erogazione di energia, oltre  che  di aggiungere i costi sostenuti dalla filiera che incidono su alcune componenti tariffarie finanziate dagli stessi consumatori.  
Nel mercato libero dell’energia, per ogni fattura non pagata, il venditore uscente può chiedere i soldi al sistema  indennitario  che provvede poi a rifinanziarlo tramite la Cassa conguagli, mentre al consumatore verranno richieste le cifre tramite l’aggiunta di una mora,  il  c.d.  CMor. 


I provvedimenti dell’Autorità così proposti, rafforzano ingiustificatamente gli strumenti già a disposizione  delle imprese, peraltro andando ad incidere anche su normative già oggetto di disciplina  codicistica  (es. cessione del credito). 
Perciò, l’ACU e le Associazioni Consumatori  lamentano e sottolineano che in tal modo si va unicamente a predisporre una eccessiva salvaguardia del rischio di impresa, a fronte di tutele non parimenti bilanciate ed efficaci verso i diritti dei consumatori. I provvedimenti proposti, infatti, faciliterebbero il distacco dell’utenza senza alcun particolare discrimine rispetto alle cause. È noto, infatti, che spesso gli utenti non pagano alcune bollette unicamente per contestarne gli importi ritenuti esagerati o legati ad un comportamento improprio e ingiusto dell’azienda.  

Nel contempo, neppure si può ignorare il dramma di tante famiglie e consumatori, oggi in difficoltà, che non pagano non perché  non vogliono, ma perché non possono; ricorrendo ad una modalità coercitiva che ne mortifica la dignità, motivandola apoditticamente con presunti comportamenti opportunistici, che nessuno qui vuole giustificare, tantomeno ha mai giustificato.  

Da qui l’esigenza di individuare  le  proposte  più  appropriate, predisponendo anche  soluzioni  innovative calibrate, capaci di creare una rete sociale di supporto a chi versa in difficoltà  per  i motivi oggi più diversi,  considerando sia l’incremento delle nuove povertà, sia le conseguenti situazioni di emergenza sociale che possono colpire cittadini/consumatori.

In tal senso l’ACU e le Associazioni Consumatori propongono un funzionale sistema di monitoraggio del fenomeno  - valutando come opportuna e necessaria la sua condivisione con l’AGCM - al fine di garantire un sistema di  tutele  e  salvaguardia complessiva dei consumatori in difficoltà, tenendo conto che morosità e rateizzazione possono anche derivare:  da disservizi di venditori e  distributori; dal triste fenomeno dei contratti non richiesti; da pratiche commerciali scorrette; oltre che da sopraggiunte condizioni di disagio sociale (fuel poverty).

Sotto questo profilo l’ACU e le Associazioni Consumatori evidenziando la propria consolidata esperienza conseguita con i Protocolli volontari di conciliazione, rappresentano che gli strumenti di gestione dei reclami e la valorizzazione della stessa conciliazione paritetica, possono agevolmente diventare centrali e strategici per le risoluzioni fra aziende e consumatori sul tema della morosità.
 
L’ACU e le Associazioni Consumatori considerano la proposta dell’Autorità di creare una  "banca dati dei morosi" una scelta particolarmente pericolosa e critica, che qualora attuata rischia di determinare pesanti distorsioni ed un rilevante contenzioso in un settore già problematico.
Una misura, decisamente eccessiva ed inaccettabile vista la irrisorietà del livello di morosità degli utenti domestici, che laddove attuata gioverebbe solo alle aziende già impegnate da tempo in operazioni di cartolarizzazione (cessione/vendita) dei crediti.

mercoledì 12 novembre 2014

BAYER: Inchiesta per le pillole anticoncezionali fuori etichetta

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6 Novembre 2014, Nuova Società

Torino: BAYER nei guai, Guariniello indaga sulle pillole anticoncezionali
Quattro donne colpite da embolie polmonari

Aperto un fascicolo sulle pillole anticoncezionali, dopo che alcune donne a Torino hanno subito lesioni gravi. Il pubblico ministero Raffaele Guariniello sta indagando su due prodotti della Bayer a base di drosperinone, contenente ormone femminile, che avrebbe procurato, come detto, problemi fisici a quattro donne.

Il primo caso è del 2009: ad una quindicenne torinese venne prescritta la pillola per curare un’ovaia policistica. Ma le sue condizioni di salute peggiorarono fino a ridurla in uno stato vegetativo. Da qui ci fu un procedimento contro il medico, ma il processo non andò avanti perché venne trovato un compromesso con la famiglia della giovane.

Un’embolia polmonare e un infarto polmonare ha invece colpito una 17enne cui era stata somministrata la pillola anticoncezionale per curare l’alopecia e un’ovaia micropolicistica. Embolie polmonari anche per due donne di 30 anni.
Sotto la lente d’ingrandimento di Guariniello c’è soprattutto l’uso cosiddetto “fuori etichetta” delle due pillole, visto che non ci sono indicazioni utile anche ai medici sul foglietto illustrattivo.

E la situazione per la Bayer non è delle migliori, visto che le analisi degli esperti hanno evidenziato che usi aldilà dell’anticoncezionale potrebbe causare delle tromboembolie venose. di Giulia Zanotti

Ulteriori informazioni: www.cbgnetwork.de/247.html